30/6/2014 00:00:00

“La fiducia è un concetto importante in economia perché un imprenditore che ha fiducia è un imprenditore che investe, che crede che ci sarà; un futuro nel mercato nel quale opera”. Così Pierluigi Ascani, presidente Format Research, durante la presentazione dell’osservatorio congiunturale AssoDistil, l’indagine semestrale realizzata ogni sei mesi da Format Research sulle imprese dell’industria dei distillati.
Il miglioramento del clima di fiducia è stato registrato anche dall’Istituto Nazionale di Statistica. Ne l giugno 2014 l’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane (Iesi, Istat economic sentiment indicator), espresso in base 2005=100, sale a 88,4 da 86,9 di maggio.

Ad aprile 2014 l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio (valore corrente che incorpora la dinamica sia delle quantità; sia dei prezzi) registra un aumento rispetto al mese precedente (Istat). L’Ufficio Studi Confcommercio commenta questo dato: "La crescita maggiore delle attese è certamente un indizio positivo per l’impostazione di una pure fragile ripresa. Tuttavia, la valutazione aggregata del bimestre marzo-aprile, utile per depurare l’effetto della Pasqua caduta in marzo lo scorso anno e in aprile nel 2014, indica comunque una riduzione tendenziale di mezzo punto percentuale. Inoltre, alla luce dell’andamento registrato nel primo quadrimestre dell’anno, che al netto dell’inflazione risulta ancora ben al di sotto dell’ultimo quarto del 2013, l’evoluzione della spesa della famiglie appare orientata più; alla stabilizzazione che alla ripresa vera e propria".

Il dettaglio sulla composizione del Pil, scrive il CER nel Bollettino di giugno sulla congiuntura italiana, nel primo trimestre contiene i primi segnali positivi sulla dinamica dei consumi privati e degli investimenti in macchinari e attrezzature. Altri fattori a favore del miglioramento congiunturale sono il balzo della produzione ad aprile e la lenta risalita dai minimi del credito bancario. Continuano a gravare sulla ripresa la difficile situazione occupazionale.

Per Confindustria è duro il verdetto sull’economia italiana ma non è tutto buio. Non pochi indicatori sono in miglioramento, pur in modo discontinuo: l’occupazione, che si è stabilizzata; il fatturato delle imprese industriali; la fiducia di famiglie e imprese manifatturiere; l’anticipatore OCSE; gli indici di diffusione dell’attività;. Questi ultimi, poi, suggeriscono accelerazione dell’incremento dell’attività; sia nel manifatturiero sia nei servizi.

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