7/7/2014 00:00:00

Migliora il deficit italiano che nel primo trimestre scende al 6,6% del Pil (Istat). Il disavanzo pubblico scende di 0,7 punti percentuali nei confronti del 2013. Questo piccolo miglioramento per i conti pubblici dell’Italia accade proprio mentre la politica, soprattutto a livello europeo, discute di “austerity” e “flessibilità;”, e proprio la politica ha il compito di non vanificare dati che come questo portano uno spiraglio di luce.

è aumentato dello 0,6% rispetto al corrispondente periodo del 2013 il reddito disponibile delle famiglie italiane ma diminuisce il potere d’acquisto dello 0,2%. La spesa delle famiglie per consumi finali, in valori correnti, è aumentata dello 0,2% nei confronti sia del trimestre precedente, sia del corrispondente periodo del 2013 (dati Istat). E con l’arrivo dei saldi estivi, secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà; in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo 237 euro per un valore complessivo di 3,7 miliardi di euro. "Ci auguriamo – ha affermato Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia e vicepresidente di Confcommercio – che il bonus di 80 euro, di cui hanno beneficiato 10 milioni di italiani, contribuisca a dare una scossa ai consumi di abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori, tessile per la casa ed articoli sportivi.

Secondo quanto riportato dall’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC), le misure di alleggerimento del carico fiscale attuate fino ad oggi appaiano insufficienti a ridare slancio alla domanda delle famiglie.

Un buon segnale lo forniscono i dati sull’occupazione, che comunque nel complesso rimangono preoccupanti: scrive l’Istat che a maggio 2014 gli occupati sono 22 milioni 360 mila, in aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente (+52 mila unità;).

La ripesa nell’area euro prosegue ma a ritmo particolarmente lento, come ha sottolineato il presidente della BCE Mario Draghi durante la sua ultima conferenza stampa, ed ora è fondamentale che i paesi europei non disfino i risultati fin qui ottenuti: “le politiche economiche dovrebbero essere delineate in maniera tale da risultare "favorevoli alla crescita", accompagnandole a riforme strutturali”. Ed anche secondo Euro-zone economic outlook dell’Istat, la ripresa nell’area dell’euro proseguirebbe nel secondo trimestre del 2014 con un incremento congiunturale del PIl reale dello 0,3%.

Da segnalare per le Assicurazioni l’utile, al netto della tassazione, pari a 3.049 milioni: il risultato complessivo del settore delle assicurazioni evidenzia nel 2013 un utile di 5.233 milioni (fonte ANIA).

Sostiene R.ETE. Imprese Italia che le confederazioni dell’artigianato e del terziario sono contrarie allo smantellamento delle Camere di commercio che rappresentano uno strumento per il sostegno e lo sviluppo delle economie locali, capaci di valorizzare le specificità; territoriali oltre che gestire l’anagrafe pubblica delle imprese e secondo uno studio di Format Research per Confcommercio il 69% delle aziende è soddisfatto dei servizi avuti in cambio dei diritti camerali. L’85% ritiene adeguati anche i servizi amministrativi.

Per concludere invitiamo a riflettere sul recente dato contraddittorio dell’economia americana: il Pil Usa, come riportato dal Wall Street Journal, sta frenando, meno 2,9%, nel primo trimestre di quest’anno, ma cresce il benessere della popolazione con la sanità; meno cara. Un paradosso lo definisce Federico Rampini sul quotidiano La Repubblica, un dato che comunque mette in crisi la credibilità; del Prodotto interno lordo come indicatore sullo stato di salute dell’economia.
(Si può leggere l’articolo di Steven Russolillo del WSJ al seguente link: http://blogs.wsj.com/moneybeat/2014/06/25/why-the-gdp-report-stinks-and-why-nobody-cares/)
 

 

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