14/7/2014 00:00:00

Se non si vuole vanificare i piccoli passi in direzione della crescita è necessario, come suggerisce Confcommercio, operare nella direzione di stimolare la crescita mediante una generalizzata riduzione del carico fiscale su famiglie e imprese, visto che negli anni della crisi la perdita di consumi ai prezzi del 2013 è pari a quasi 470 euro mensili, di cui 91 euro sono minori consumi alimentari

Nel Rapporto di Previsione (Luglio 2014) sulle prospettive di breve-medio termine dell’economia internazionale e italiana di Prometeia è detto che l’economia italiana ha smesso di affondare, ma la risalita è lenta e ostacolata dal peso del debito pubblico e dalla necessità; di ricapitalizzazione del sistema bancario. Un giudizio severo ma che lascia spazio alla speranza per una ripresa che si è timidamente avviata ma che ha bisogno di sostegno per consolidarsi, sostegno che la politica monetaria si è attrezzata per fornire, cosa che la politica fiscale dovrà; cercare di fare sfruttando al massimo tutti gli spazi e gli strumenti possibili. Un sostegno che deve mirare a promuovere le sole componenti della domanda sulle quali possiamo fare leva e che identificano un modello di sviluppo totalmente differente da quello, per molti versi insoddisfacente, che ha caratterizzato gli anni pre-crisi: meno investimenti in costruzioni e consumi pubblici, più; sostegno ai consumi delle famiglie, agli investimenti in beni strumentali (e a elevato contenuto tecnologico), alle esportazioni.

Sono intervenuti alla prestigiosa assemblea dell’Abi a Roma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e il Ministro dell’Economia Padoan ed entrambi hanno parlato di una crescita debole, ma comunque presente, con un’inflazione allo 0,5 per cento che resta ben al di sotto dei valori compatibili con la stabilità; dei prezzi, e con una disoccupazione ancora troppo elevata. Ha sostenuto Padoan che crescita debole e disoccupazione elevata sono state poste come priorità; dall’Italia all’Europa. Ma il rilancio della crescita passa attraverso le riforme strutturali e una maggiore apertura del mercato europeo. A tal proposito il ministro ha sottolineato che il nostro Paese gode di un "estremo interesse" da parte degli investitori istituzionali e che "sta a noi non sprecare l’occasione".

Secondo i dati Istat a maggio 2014 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dell’1,2% rispetto ad aprile. Nella media del trimestre marzo-maggio la produzione è diminuita dello 0,4% rispetto al trimestre precedente ma prevede Prometeia che dopo la forte e inattesa caduta di maggio, ci sarà; un lieve rimbalzo di produzione industriale in giugno con una stabilità; in media fra luglio e agosto.

Nel periodo gennaio-maggio 2014 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 150.645 milioni di euro, registrando una crescita tendenziale dell’1,4% (+2.133 milioni di euro), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. (dati MEF)

Una recente indagine Confcommercio Format Research ha mostrato che oltre il 70% delle imprese del terziario ritiene indispensabile il sistema camerale e buona la qualità; dei servizi resi. Le Camere di Commercio sono un esempio di come un ente pubblico gestito direttamente dal mondo delle imprese possa valorizzare le attività; economiche dei territori, anche in ambito internazionale, in maniera efficiente e trasparente per questo Confcommercio è “sì alla riforma, no allo smantellamento delle Camere di Commercio”.
 

 

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