16/7/2014 00:00:00

La dinamica dei finanziamenti a famiglie e imprese, nel mese di febbraio, si conferma in lieve flessione, stabile rispetto al mese precedente. La variazione annua è pari a -2,8% a febbraio 2013 lo stesso valore di gennaio 2013. Un andamento in linea con l’evoluzione delle principali grandezze macroeconomiche (Pil e Investimenti). A comunicarlo è l’Associazione bancaria italiana (Abi) nel suo Rapporto mensile.
L’ammontare dei prestiti alla clientela nello stesso mese risulta nettamente superiore all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, pari a 1.759,5 miliardi.
A seguito della crisi la rischiosità dei prestiti risulta in crescita, con le sofferenze nette hanno toccato a gennaio 2013 quota 63,9 miliardi e le lorde 126,1 miliardi. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è pari a 3,4% a gennaio (lo stesso valore di dicembre 2012; 2,6% a gennaio 2012).
I tassi di interesse praticati sui prestiti sono in assestamento e sempre su livelli molto contenuti: il tasso sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,76% (3 centesimi al di sotto del mese precedente e -42 punti base rispetto a febbraio 2012). Il tasso sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,50% (dal 3,62%), mentre il tasso sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è portato al 3,73% (dal 3,70% del mese precedente). Il tasso praticato sui depositi è sostanzialmente stabile (1,15% contro l’1,17% di gennaio 2013) ed è stazionario quello sulle obbligazioni (3,40% contro il 3,37%). In diminuzione quelli sui PCT (2,80% contro 2,97%).
Permane negativa la dinamica delle obbligazioni, cioè della raccolta a più lungo termine (-6%), mentre la dinamica su base annua della raccolta complessiva (depositi + obbligazioni) da clientela residente rimane positiva (+2,6% a febbraio 2013, +2,5% a gennaio 2013). E’ ancora in crescita la componente
depositi (+7,3% contro +6,7% di gennaio 2013).
Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie è risultato a febbraio 2013 pari a 172 punti base, 2 punti base inferiore a quanto registrato a gennaio 2013 e 37 punti base al di sotto del valore di febbraio 2012. Prima dell’inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti.

 

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