21/7/2014 00:00:00

I numeri del Pil, come quelli sui consumi, certificano una ripresa ferma, in stand-by, e il governatore della Banca d’Italia definisce la crescita “incerta”, pur convinto che nel 2015 le cose miglioreranno e, secondo le stime di Palazzo Koch, le prospettive di miglioramento saranno sostenute dalle politiche messe in campo dalla BCE. Ma se oggi la ripresa appare lenta o addirittura ferma occorre comunque credere nel futuro e lavorare per una svolta più rapida, come sostiene Squinzi, presidente di Confindustria, che auspica un paese più semplice che possa renderci più competitivi.

Sono una conferma poco incoraggiante, secondo Confcommercio, i dati Istat sui prezzi che, in giugno accrescono i rischi di deflazione. Confcommercio da poi un giudizio severo sulla recente introduzione dell’obbligo del Pos per imprese e professionisti: “un buon intendimento lasciato a metà, che sta solo generando confusione e nuovi oneri per le imprese”. Pur condividendo la riduzione dell’uso della moneta contante a favore di quella elettronica si nota che le modalità con cui si è giunti a ciò dovevano essere migliori escludendo eventuali aggravi e costi per le imprese.

Negli anni dal 2007 ad oggi il numero dei poveri assoluti è andato sempre aumentando arrivando alla cifra di oltre sei milioni di persone, fonte Istat. Ben poco sono riusciti a fare i governi che si sono succeduti in questi anni di durissima crisi per contrastare questo trend negativo.

È positivo, rileva l’Istat, il commercio internazionale e sono in crescita i dati sia per le esportazioni (+2,2%) sia per le importazioni (+3,2%). L’aumento congiunturale dell’export è trainato dalle vendite verso i mercati extra Ue (+5,4%) mentre quelle verso i paesi Ue registrano una flessione (-0,4%). L’espansione sui mercati esteri è diffusa a tutti i principali raggruppamenti, risultando particolarmente sostenuta per i beni strumentali (+5,7%).

Dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF sulla domanda di credito da parte delle imprese emerge che malgrado il parziale rallentamento del trimestre aprile-giugno, continua ad aumentare il numero delle richieste di finanziamento presentate agli istituti. In crescita anche l’importo medio richiesto (67.061 Euro).
 

 

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati fanno uso di cookie necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy. Per saperne di più o per revocare il consenso relativamente a uno o tutti i cookie, fai riferimento alla Privacy e Cookie policy. Cliccando su "Accetta" dichiari di accettare l’utilizzo di cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi