22/7/2014 00:00:00

Nel corso del primo semestre del 2014 gli indici armonizzati dei prezzi al consumo che misurano l’impatto dell’inflazione sulle famiglie italiane, suddivise secondo il livello di spesa complessiva, mostrano che la tendenza al rallentamento dell’inflazione, già; manifestatasi nella seconda parte del 2013, risulta generalizzata seppure con intensità; diverse per i diversi raggruppamenti di famiglie.

Nel secondo trimestre del 2014 la dinamica tendenziale dei prezzi al consumo (pari in media a +0,4%) risulta più; sostenuta (+0,6%) per le famiglie dell’ultimo gruppo (quelle con i più; elevati livelli di spesa), rispetto a quelle del primo (+0,1%), caratterizzato dalla spesa media mensile più; bassa.

La lieve variazione positiva dei prezzi che interessa le famiglie con bassi livelli di consumo è imputabile soprattutto all’aumento dei prezzi dei Servizi relativi all’abitazione.

Diversamente, la maggiore ampiezza dell’inflazione, che ha interessato le famiglie dell’ultimo gruppo per livello di spesa, è da ascrivere principalmente ai contributi alla crescita dei prezzi degli Altri beni, dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e dei Servizi relativi ai trasporti.

Sia per il primo sia per l’ultimo gruppo di famiglie, contributi negativi alla variazione tendenziale dei prezzi al consumo si devono alle diminuzioni dei prezzi degli Alimentari non lavorati, dell’Energia e dei Servizi relativi alle comunicazioni.

Su un orizzonte temporale più; lungo, i prezzi al consumo delle famiglie del primo gruppo risultano aumentati del 22,1% tra il 2005 (anno base degli indici) e la prima metà; del 2014. Sullo stesso arco temporale la crescita dei prezzi al consumo per le famiglie con maggiore capacità; di spesa è stata pari al 18,0%. Per il complesso delle famiglie la variazione misurata dall’indice armonizzato dei prezzi al consumo è stata del 19,3%.

Come ogni anno, l’Istat aggiorna le strutture di ponderazione degli indici dei prezzi al consumo e, tra queste, anche quella degli indici che misurano l’inflazione per classi di spesa. In generale, le modifiche delle strutture di ponderazione, utilizzate per la sintesi di questi indicatori, risultano in linea con quelle del sistema dei pesi dell’IPCA riferito all’insieme della popolazione.

Nel dettaglio, rispetto al 2013, il peso della componente alimentare cresce per tutte le sottopopolazioni considerate, a fronte di una diffusa riduzione del peso della componente energetica. Anche il peso dei Servizi relativi all’abitazione aumenta per tutti e cinque i gruppi di famiglie.

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