2/8/2014 00:00:00

Dati contrastanti e situazione ancora negativa.

“Il cosiddetto esodo estivo, del primo fine settimana di agosto, rischia quest’anno di vedere gli aeroporti pieni e le autostrade vuote” è il grido d’allarme lanciato dal Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, alla lettura di un’indagine last minute sui consumi turistici estivi degli italiani che riguarda tutti i tipi di vacanza, non solo quella in albergo. “Mentre prosegue ad un ritmo del +2,5% la crescita della clientela estera diretta in Italia, -aggiunge Bocca- che rappresenta sempre più; l’ancora di salvezza del settore e conferma l’ottimo rapporto qualità;-prezzo del nostro sistema, lo stato di sofferenza dell’economia turistica italiana purtroppo continua a tenere in ginocchio soprattutto le località; orientate prevalentemente al mercato italiano delle famiglie, sempre più; costrette a rinunciare alla vacanza o a ridurne la durata.

“Inoltre i mesi di giugno e luglio sono stati condizionati negativamente dal fattore climatico, a causa di alcuni episodi di maltempo reale e da molti allarmismi infondati annunciati da siti scandalistici a caccia di click e proventi pubblicitari. Nel complesso quindi -analizza il Presidente degli albergatori italiani- si registra un’estate di vacanze per 28 milioni di persone tra maggiorenni e minorenni, pari al 47% degli italiani. L’incremento rispetto ai 26,8 milioni dell’estate 2013 andrà; in prevalenza a beneficio delle destinazioni estere e ci lascia in ogni caso ben lontani dai 33,2 milioni del 2011. Stesso discorso per il fatturato, che risale da 16,2 a 17 miliardi di Euro grazie agli “espatriati”, ma registra un calo del 15% rispetto al 2011.

“Nei giorni scorsi abbiamo commentato favorevolmente il varo della legge che fissa alcune prime misure destinare a supportare il rilancio del turismo italiano -sottolinea Bocca- Occorre proseguire con decisione sulla strada tracciata, ed adottare ulteriori misure, per aumentare la dotazione finanziaria a sostegno degli investimenti, ridurre la pressione fiscale, semplificare le normative, migliorare la visibilità; dell’Italia sui mercati internazionali, favorire il rilascio dei visti turistici. Merita invece un cartellino rosso l’incomprensibile dietrofront compiuto dal Governo alla Camera in materia di limiti all’utilizzo di danaro contante, -conclude Bocca-, che sbarra la porta ai turisti stranieri che desiderano effettuare vacanze ed acquisti in Italia. Mantenere a mille euro il limite significa fare un regalo ai paesi confinanti, che attirano clientela, anche italiana, grazie a legislazioni più; favorevoli, come accade in Austria (nessun limite), in Svizzera (nessun limite), in Slovenia (15.000 euro) e nella stessa Francia (3.000 euro)”.

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