3/9/2014 00:00:00

Un potenziale di 17 miliardi per il made in Italy, migliorando verso ovest il presidio territoriale del mercato nordamericano.

Nel corso dell’ultimo anno gli Stati Uniti sono tornati ad essere uno dei principali motori della crescita del commercio internazionale. Nel triennio 2014-’16 il mercato americano è stimato risultare il paese in grado di offrire il principale contributo allo sviluppo del commercio mondiale, grazie ad una crescita media annua delle importazioni di manufatti superiore al 5%, un ritmo più; elevato di quasi un punto rispetto al dato generale.

Dato anche un quadro di domanda interna che rende la ricerca di nuovi mercati una strategia obbligata per l’industria italiana, numerose analisi[1] e sempre più; imprese nazionali stanno rivolgendo un’attenzione crescente al mercato statunitense. L’operatività; su tale mercato è però limitata dalla mancanza di informazioni relative al dettaglio territoriale delle opportunità; presenti. Le statistiche di commercio internazionale scendono infatti raramente al di sotto della dimensione nazionale, privando i potenziali esportatori di informazioni fondamentali dal punto di visto operativo. Al pari di ciò che accade per i paesi emergenti – il cui dato medio cela un centro paragonabile a standard occidentali, dove la concorrenza è accesa, e una periferia arretrata e ancora tutta da valorizzare – anche negli Stati Uniti, convivono culture, religioni ed etnie diverse e forti differenze in termini di pil pro capite (nei tre stati più; ricchi è circa il doppio rispetto a quello dei più; poveri).

La dimensione assoluta di alcuni stati americani fa sì che spesso sia un singolo territorio, più; che l’intero mercato nazionale, il riferimento ideale per un’impresa estera interessata a esportare. Nel 2013 California, Texas e area di New York (NY State e New Jersey) hanno assorbito insieme quasi un miliardo di dollari di importazioni dal mondo, quanto l’intera Germania. Presi singolarmente tali aree valevano circa 300 milioni di dollari di importazioni, livello superiore a quello di paesi come Svizzera, Spagna o Corea del Sud.
Una recente analisi di Prometeia ha approfondito lo studio del presidio territoriale in alcuni mercati strategici, mettendo in luce per gli Stati Uniti alcuni peculiarità;.

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