22/9/2014 00:00:00

Senza lavoro non c’è ripresa di nessun tipo, senza lavoro non ripartono i consumi e l’economia non potrà; che continuare a soffrire e, secondo le previsioni del FMI, il tasso di disoccupazione in Italia salirà; quest’anno ai massimi dal dopo-guerra, al 12,6% dal 12,2% del 2013. La disoccupazione resterà; a due cifre fino al 2017 (12,0% nel 2015, 11,3% nel 2016, 10,5% nel 2017). Per questo, per il Fondo, serve un’azione più; radicale per creare di posti di lavoro.
E la questione lavoro tiene banco in questi giorni con la riforma dello statuto dei lavoratori e la nascita del contratto a tutele crescenti. A tal proposito Confcommercio fa notare che grande attenzione andrebbe posta anche sulla semplificazione relativa alle tipologie contrattuali.

In questo periodo particolarmente duro per l’economia italiana, dove anche Eurostat certifica che l’Italia è in deflazione a -0,2%, occorre trovare nuove strade, essere aggiornati e competitivi. Una mano in questo senso la danno i volumi della collana Le Bussole, editi da Confcommercio. Questa settimana è stato presentato “Il Negozio nell’era di Internet” e sondo una ricerca svolta Format Research, per circa il 70% dei consumatori e degli imprenditori i negozi tradizionali tra 10 anni avranno ancora un ruolo importante, ma solo se capaci di emozionare e di coinvolgere il cliente.

Non inducono ad eccessivo ottimismo i dati forniti dagli istituti di ricerca in questa settimana nella quale anche Confindustria con il suo ultimo rapporto del Centro Studi stima una variazione del PIL italiano di -0,4% quest’anno e un incremento dello 0,5% nel 2015. Con il calo del 2014, l’economia italiana registra il terzo arretramento consecutivo, seppure molto più; contenuto dei due precedenti.
Nel mese di luglio 2014 l’indice dei prezzi all’importazione dei prodotti industriali diminuisce dello 0,6% rispetto al mese precedente e del 2,4% nei confronti di Luglio 2013. Al netto del comparto energetico si registra una diminuzione dello 0,1% sul mese precedente e dell’1,5% in termini tendenziali (fonte Istat).

Rispetto al mese precedente, a luglio 2014 si rileva una diminuzione tanto delle esportazioni (-1,6%) quanto delle importazioni (-2,5%). La diminuzione congiunturale dell’export è determinata principalmente dalla contrazione delle vendite verso i mercati Ue (-2,7%), cui si associa una contenuta flessione di quelle verso i paesi extra Ue (-0,3%). Il calo delle vendite all’estero è comune a tutti i principali raggruppamenti, ma è particolarmente intenso per i prodotti energetici (-6,7%) (Istat).

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