6/10/2014 00:00:00

L’Eurozona e l’Italia vivono una ripresa fragile di carattere strutturale che è in parte la conseguenza dei danni provocati dalla recessione profonda e persistente degli ultimi anni. Sono parole del ministro dell’Economia Padoan, che parla di crisi superiore a quella del ’29.

Far ripartire l’economia è allora un’impresa complessa e la soluzione non è facile.

Il lavoro continua ad essere al centro del dibattito politico, specie per la questione TFR in busta paga (che però non piace ad imprenditori e associazioni di categoria), con la disoccupazione giovanile che tocca punte drammatiche ormai da troppo tempo.
Rileva l’Istat che ad agosto 2014 gli occupati sono 22 milioni 380 mila, in aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente (+32 mila) e sostanzialmente invariati su base annua. I disoccupati tra i 15-24enni sono 710 mila. L’incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età; è pari all’11,9%, stabile rispetto al mese precedente ma in aumento di 0,7 punti percentuali su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 44,2%.

Nel frattempo i dati sulla deflazione riflettono le difficoltà; della domanda per i consumi e, commenta l’Ufficio Studi Confcommercio, è necessario attuare, con la prossima Legge di Stabilità;, misure efficaci che, modificando favorevolmente le aspettative di famiglie e imprese, scongiurino la possibilità; del consolidarsi di pericolose tendenze deflazionistiche.

Il Presidente della BCE Mario Draghi, nei giorni scorsi a Napoli, ha detto: "Solo le riforme strutturali, che aumentano la crescita potenziale, e quindi la sostenibilità; del debito, possono creare i margini per usare in futuro la politica di bilancio" in funzione pro-crescita, ricordando che le politiche suggerite per l’Ue "sono anche, e forse specialmente, valide per l’Italia". Fare le riforme, quelle importanti per l’economia, questa è la priorità; per poter riprenderci da una ripresa che è modesta, dove i rischi per l’economia sono aumentai.

C’è poi un dato che continua ad allarmare: secondo l’Osservatorio Credito Confcommercio sulle imprese del terziario di mercato nel secondo trimestre del 2014 realizzato da Confcommercio-Imprese per l’Italia in collaborazione con Format Ricerche, nel secondo trimestre 2014 il 48% delle imprese non riesce a fronteggiare autonomamente il proprio fabbisogno finanziario. Nelle regioni meridionali la percentuale è spesso doppia rispetto a quelle del Nord. Quindi non solo l’Italia sta soffrendo la crisi ma in questo periodo difficile continua ad essere spaccata in due, con quasi il 7% di imprese finanziate nel Nord e meno di due imprese su 100 al Sud.
 

 

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