7/10/2014 00:00:00

Le aspettative di ripresa sono andate deluse sia in Italia che in Europa. La disinflazione è proseguita in modo più intenso nell’Uem e la politica monetaria ha tenuto fede alle promesse: la Bce ha affiancato agli Tltro una forma di quantitative easing (QE) che agisce attraverso l’acquisto di titoli privati anziché pubblici, mentre la Fed procede verso la fine del suo terzo QE.

Il passaggio di testimone nella conduzione del QE globale dalla Fed alla Bce sarà in grado di evitare che il commercio mondiale prosegua nella stagnazione che l’ha caratterizzato nel primo semestre di quest’anno? La politica economica europea sarà in grado di compensare l’effetto negativo delle tensioni politiche con la Russia?

Da qualche anno paventiamo la sindrome giapponese per l’Italia; la ricaduta del Pil italiano nel primo semestre 2014 è un incidente di percorso solo di origine internazionale o il segnale che la nostra economia dovrà oscillare tra stagnazione e recessione ancora a lungo?

Il bilancio pubblico italiano potrà giovarsi ancora a lungo delle facili condizioni di finanziamento del nostro debito pubblico? Come affrontare il problema di una eventuale svolta al rialzo dei tassi di rendimento dei titoli?

La partecipazione è riservata esclusivamente agli associati.

Royal Hotel Carlton
Via Montebello, 8
Bologna
 

 

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