13/10/2014 00:00:00

Quale futuro per l’Italia? Tra catastrofi naturali, effetto di uno sconsiderato sfruttamento del suolo e di mancate politiche di prevenzione, e una crisi economica così prolungata e dura da lasciare segni pesanti nel tessuto sociale del paese, il futuro non appare semplice.
Andrea Montanarino, direttore esecutivo del FMI, presentando il Country report del nostro paese ha dichiarato che l’Italia, con le condizioni attuali, non è un Paese per cui si possa assicurare un futuro radioso, o quantomeno sereno.

Eppure questa settimana possiamo annotare qualche dato con segno positivo: l’Indicatore Consumi Confcommercio registra ad Agosto una crescita dello 0,1%; l’Istat segnala he l’Indice della Produzione Industriale ad Agosto aumenta dello 0,3% rispetto a luglio (il dato del trimestre è invece negativo); valore del Misery Index di Confcommercio ad agosto si è attestato a 20,6 punti, in diminuzione di 0,3 punti rispetto a luglio. Un risultato dovuto al calo della disoccupazione estesa e ai valori stabili dell’inflazione; infine un dato di settore, l’Ancma segnala che dopo la battuta d’arresto di luglio e agosto, settembre torna in territorio positivo. Nell’ultimo mese sono stati immatricolati 12.628 veicoli, pari al +2%. Questi dati che rappresentano indubbi segnali di miglioramento non permettono comunque una lettura complessivamente ottimistica della situazione attuale: l’entità delle variazioni è infatti minima e la situazione di complessiva fragilità permane.

Importante l’indagine Confcommercio con Format Research sull’Autunno caldo del fisco dalla quale si evidenzia che per oltre il 60% delle imprese gli adempimenti di Tari e Tasi sono troppo onerosi e sono ancora moltissimi coloro che non conoscono l’importo preciso da versare. Pressione fiscale ed incertezza fiscale non sono certo fattori che non aiutano un’economia già in difficoltà.

In questo clima difficile continua il dibattito sulla riforma del lavoro e per rilanciare i consumi il governo ha proposto l’anticipo del TFR in busta paga. La reazione del presidente di R.ETE Imprese Italia è stata chiara: «No a interventi sul Tfr che sottraggano liquidità alle piccole imprese, sì al Job Acts a patto che non produca nuovi costi a carico delle Pmi, accelerare l’approvazione dei decreti attuativi della riforma fiscale».

Le piccole imprese soffrono in modo particolare la crisi e non aiuta la carenza di liquidità: secondo Bankitalia i prestiti bancari al settore privato hanno registrato ad agosto una contrazione su base annua del 2,5% (-2,6% a luglio).

Segnaliamo che anche quest’anno CRIBIS D&B è sponsor del Congresso Nazionale organizzato dall’Associazione Credit Manager Italia, dal titolo “Da 40 anni diamo credito all’Italia”. Saranno presentati in anteprima risultati dell’ultimo osservatorio CRIBIS D&B-FORMAT sul Credit Management (16 ottobre 2014) .

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