18/10/2014 00:00:00

I timori sui mercati di una fine dell’euro alla base delle turbolenze di questi giorni sono riproposti “da chi guarda nello specchietto retrovisore”. E’ quanto afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco alla lettura in occasione dei 60anni della casa editrice Il Mulino sottolineando la “grande volatilità” dei listini.

Il governatore ha aggiunto come “i mercati non si regolano da soli ma necessitano di istituzioni che li governino con regole condivise” e ha ricordato come due giorni fa i listini siano scesi del 5% salendo poi del 4% il giorno successivo. “Andiamo a casa con un -1% ma con un +2% rispetto a gennaio”. Per il governatore ci sono così sui mercati “alcuni che ripropongono i timori di “una ridenominazione dell’euro” già vista nel 2011 e 2012 ovvero “che l’euro non tenga”. Allora, quando lo spread era salito a quota 550, la Banca d’Italia rilevò attraverso sue analisi che circa 300 punti fossero dovuti al timore di implosione della moneta unica. “Come si fa a eliminare questo timore? facendo capire che l’unione monetaria è irreversibile” ha aggiunto.

“Il punto cruciale è come difendere il lavoratore nella transizione” imposta dai cambiamenti tecnologici e per questo “ci vogliono sistemi non di difesa del posto lavoro ma del lavoratore, sistemi sicurezza sociale che vanno rivisti e ripensati”. E’ quanto chiede il governatore di Bankitalia citando uno studio secondo cui fra “10-20 anni oltre il 50% dei posto di lavoro attuali in Europa e Italia” sarà automatizzato. “Alcuni – dice – parlano di redditi di cittadinanza, è questione da esplorare”.

“La manutenzione del territorio è cruciale” visti i costi di non farlo. Lo chiede Visco secondo cui vi è “una serie di settori in cui l’investimento è doveroso non solo da parte della politica ma da parte di tutti”.
 

 

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