26/10/2014 00:00:00

“Il dato, lievemente peggiore rispetto alle attese, conferma che la domanda per consumi è lontana dall’aver intrapreso una sicura strada di ripresa e che gli interventi attuati fino ad oggi sono stati insufficienti ad imprimere un impulso positivo”: è il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio su i dati Istat. “Nella media del trimestre giugno-agosto i dati destagionalizzati in quantità segnalano calma piatta, ulteriore prova che il paese rischia di passare dalla crisi alla stagnazione cronica, presupposto per la generalizzata riduzione della fiducia. In quest’ottica, la sola possibilità di nuovi e consistenti incrementi delle aliquote Iva costituisce un elemento depressivo a scapito delle già modeste aspettative di ripresa per il 2015. A ottobre, infatti – conclude l’Ufficio Studi – si è completato il percorso di annullamento dell’incremento del capitale fiduciario osservato tra marzo e maggio di quest’anno. Soprattutto è il clima futuro a mostrare gli arretramenti più consistenti. E’ ancora assente un impulso che possa consentire agli atteggiamenti e ai comportamenti di famiglie e imprese di acquisire un orientamento positivo tale da concretizzare una crescita dei consumi, degli investimenti e della produzione”.

 

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