2/11/2014 00:00:00

Per il presidente di Confcommercio “stagnazione dei consumi, pressione fiscale da record mondiale, scarsa offerta di credito e fiducia in diminuzione costringono di fatto il sistema imprenditoriale a fronteggiare un quadro economico purtroppo ancora in profonda crisi strutturale”. ” Meno tasse e meno spesa pubblica per dare una scossa tangibile alla domanda interna”. “Fondamentale la coesione sociale”.
“In questi anni il settore della distribuzione automatica è stato capace più di altri di offrire soluzioni ai cambiamenti dettati dai nuovi stili di vita, dall’organizzazione del lavoro, dal trascorrere fuori casa molto più tempo rispetto al passato. Un comparto, dunque, di particolare importanza e rilievo per l’economia nazionale, che in un periodo di prolungata recessione del Paese sente il bisogno di salvaguardare e tutelare il proprio ruolo, le proprie strategie, la propria crescita. E che sente la responsabilità di dover compiere scelte importanti e decisive per il futuro, puntando sull’innovazione, sulla qualità dei prodotti, sul valore del servizio, su nuove formule distributive”. Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha iniziato il suo intervento nel corso degli “Stati Generali del Vending 2014”. Ma, secondo Sangalli, “un’appropriata e attenta gestione delle imprese del settore passa inevitabilmente dalla creazione da parte del Governo e delle istituzioni di condizioni ambientali idonee e di strumenti di supporto adeguati all’attività imprenditoriale”, un’esigenza “oggi più che mai fortemente sentita dalle imprese del terziario di mercato”. Questo perché, ha sottolineato ancora il presidente di Confcommercio, “stagnazione dei consumi, pressione fiscale da record mondiale, scarsa offerta di credito e fiducia in diminuzione costringono di fatto il sistema imprenditoriale a fronteggiare un quadro economico purtroppo ancora in profonda crisi strutturale”. E’ una situazione, quella in atto, che per le imprese che vivono di domanda interna rende insostenibile “un ulteriore drenaggio di risorse o ulteriori penalizzazioni”, come avvenuto proprio alla distribuzione automatica che quest’anno ha subito il passaggio dal 4% al 10% dell’aliquota sulla somministrazione di alimenti e bevande. A questo proposito Sangalli ha citato alcune preoccupazioni sulla pur “positiva” legge di stabilità, come la possibilità di un aumento delle aliquote Iva (“una mazzata per i consumi”), il fatto che della deduzione totale del costo del lavoro non si avvantaggerebbero le imprese più piccole, che anzi subirebbero l’aggravio d’imposta sulle altre componenti della base imponibile Irap e i tagli regioni e sugli enti locali, che “potrebbero essere compensati da un innalzamento delle tasse locali da parte delle amministrazioni regionali e comunali”. Per il presidente di Confcommercio la via per uscire da questa situazione “è obbligata: il Governo deve attuare una poderosa operazione di sottrazione, meno tasse e meno spesa pubblica, per dare una scossa tangibile alla domanda interna. Perché questo livello di pressione fiscale è incompatibile con qualsiasi concreta prospettiva di ripresa economica”. Sangalli ha poi appoggiato la proposta di Confida sulla delega fiscale sottolineando: “quando parlo di fisco mi riferisco anche alla semplificazione. E ciò racchiude anche il senso delle vostre proposte rispetto agli strumenti di controllo sui distributori automatici”. Infine, il presidente confederale ha fatto un cenno ai fatti accaduti a Roma che hanno coinvolto gli operai delle Acciaierie di Terni lanciando una appello alla coesione sociale, che “è fondamentale, serve un supplemento di responsabilità da parte di tutti e occorre rafforzare il dialogo tra governo e parti sociali”.

 

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