9/11/2014 00:00:00

L’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) cala dello 0,2% rispetto ad agosto e dello 0,6% su settembre 2013. La diminuzione su base mensile deriva da una flessione dello 0,4% della domanda di servizi e da una stasi della domanda di beni. Il calo tendenziale è frutto di un -0,9% di servizi e di un -0,4% di beni.
A settembre l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra un calo dello 0,2% rispetto ad agosto e dello 0,6% rispetto allo stesso mese del 2013. E’ il frutto, secondo l’Ufficio Studi confederale, della “fragilità dell’attuale situazione economica in cui, sebbene la fase più negativa sembri superata, gli occasionali spunti di ripresa non riescono a tradursi in un sensibile recupero dei consumi che continuano a registrare una sostanziale stagnazione”. La diminuzione su base mensile deriva da una flessione dello 0,4% della domanda di servizi e da una stasi della domanda di beni. Aumenti dello 0,2%, sempre rispetto ad agosto, si registrano per i beni e servizi per la mobilità, per le comunicazioni e per la casa. Stabile la spesa per alimentari e tabacchi. Diminuzioni di un certo rilievo sembrano aver interessato i beni e servizi ricreativi (-0,8%), dove si è decisamente attenuata la spinta positiva proveniente dai giochi e lotterie, e per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-0,6%). In difficoltà la spesa beni e servizi per la cura della persona (-0,3%) e per abbigliamento e calzature (-0,2%). Il calo tendenziale dello 0,6% dipende da una diminuzione dello 0,9% della domanda di servizi e dello 0,4% della spesa per i beni. Le uniche variazioni positive, su base annua, arrivano dai beni e servizi per le comunicazioni (+5,2%) e dai beni e servizi per la mobilità (+1%). Per quasi tutti gli altri capitoli di spesa diminuzioni pari o superiori all’1%. “Sintomi di un risveglio dei consumi, anche se alterni e fragili, sono stati purtroppo smentiti dall’ultimo dato del nostro indicatore congiunturale di settembre che conferma una ripresa lenta, incerta e faticosa. Questo, a dimostrazione del fatto che imprese e famiglie sono ancora prudenti rispetto alla possibilità di tornare a investire e a consumare. Ecco perché occorrono interventi urgenti e risolutivi per ridurre le tasse e ricostituire il reddito delle famiglie che è tornato ai livelli di 30 anni fa”. Questo il commento del presidente di Confcommercio, carlo Sangalli, ai dati dell’ICC di settembre.

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