10/12/2014 00:00:00

Sempre più “evoluto” il profilo finanziario dei cittadini migranti, legato ad una maggiore stabilità e al progredire del processo di integrazione nel Paese. Al Forum Csr, presentato il rapporto dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei migranti.
L’evoluzione del processo di inclusione finanziaria dei cittadini immigrati, che va di pari passo con il processo di integrazione nel Paese, non si è arrestata durante la fase di debole congiuntura economica. Molti gli indici della crescente “familiarità” con la banca. L’86% dei migranti adulti residenti in Italia è titolare di conto corrente, in significativa crescita rispetto al 61% del 2010. Raddoppiata dal 2010 la percentuale dei conti correnti con più di 5 anni, pari al 40% dei conti correnti intestati ai cittadini immigrati a fine 2013. Sempre più “evoluta” la relazione con la banca e innovativa la scelta dei canali: con una incidenza pari al 40% nel 2013, l’utilizzo dell’internet banking è raddoppiato dal 2010.
Sono questi i principali dati che emergono dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei migranti, presentato alla giornata conclusiva del Forum CSR 2014 organizzato dall’Associazione bancaria italiana (ABI) sui temi della responsabilità sociale. Focus oggi sull’inclusione finanziaria dei migranti e sull’indagine dell’Osservatorio, arrivato al terzo anno di attività.
Prima esperienza nel panorama italiano ed europeo, l’Osservatorio è un progetto pluriennale nato dalla collaborazione fra l’ABI e il Ministero dell’Interno, e gestito dal Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI). L’Osservatorio intende fornire uno strumento di analisi e monitoraggio costante e organico del fenomeno dell’inclusione finanziaria dei migranti quale condizione necessaria per accelerare e rafforzare il processo di partecipazione degli immigrati alla vita del Paese, e supportare gli operatori del mercato nella comprensione del bisogni di questa fascia di popolazione e nella definizione di strategie integrate per favorirne l’effettiva inclusione finanziaria.
L’immigrazione in Italia, al di là della sua dimensione emergenziale legata prevalentemente ai conflitti in corso in diverse aree del continente africano e nel Medio Oriente, ha ormai assunto una dimensione significativa e radicata nel contesto sociale, riguardando quasi 5 milioni di persone secondo l’ultima rilevazione Istat. Dall’indagine dell’Osservatorio emerge come la graduale stabilizzazione della presenza degli immigranti residenti in Italia – dal punto di vista dell’assetto familiare, dell’insediamento abitativo e della situazione lavorativa – si accompagni all’evoluzione dei bisogni finanziari e del livello di inclusione finanziaria. Emergono così, attraverso l’analisi dell’evoluzione del fenomeno negli anni, profili di integrazione anche finanziaria diversi e in rapida evoluzione.
Tre le aree di indagine curata dal CeSPI: il lato dell’offerta col coinvolgimento delle banche italiane (pari al 74% del totale attivo del sistema, il 61% degli sportelli di sistema) e di BancoPosta; il lato della domanda con approfondimenti che hanno coinvolto associazioni e comunità di immigrati sul territorio nazionale; e l’imprenditoria tramite l’analisi delle business community a titolarità immigrata.

La bancarizzazione dei migranti…
Oltre 2,5 milioni il numero dei conti correnti presso banche e BancoPosta intestati a cittadini immigrati delle 21 nazionalità (pari all’88% dei migranti residenti in Italia) considerate nell’indagine dell’Osservatorio a dicembre 2013, cresciuto di circa il 40% dal 2010. A fine 2012 secondo l’ultima rilevazione disponibile, quasi nove cittadini immigrati su dieci sono titolari di conto corrente (l’86%). Se il conto corrente conferma quindi il suo ruolo quale punto d’accesso per il processo di inclusione finanziaria, cresce la capacità da parte dei migranti di cogliere le potenzialità offerte da nuovi prodotti finanziari che, pur non essendo perfetti sostituti del conto corrente, consentono un’operatività ampia in tema di servizi di pagamento: secondo l’indagine, sono oltre 1,1 milione le carte con Iban e le carte PostePay offerte da BancoPosta, limitatamente ai migranti non titolari di un conto corrente. A dicembre 2012 quindi, un cittadino immigrato senza conto corrente su tre è titolare di una di queste carte (32,4%) con un incremento significativo rispetto all’anno precedente quando l’incidenza era al 27,8%.

… per territorio e nazionalità
Nazionalità e luogo di insediamento sono le variabili che mostrano la maggiore correlazione con l’inclusione finanziaria e in modo particolare con il profilo finanziario del cittadino immigrato. Le comunità dall’America latina mostrano una familiarità con la banca più elevata rispetto alla media, seguiti dalle comunità di origine europea e africana. Nel 2013, nel Nord Italia si registra la maggiore parte dei titolari di conto corrente (68%), dato che va letto coerentemente con la distribuzione della popolazione immigrata sul territorio italiano concentrata soprattutto nell’area settentrionale; il 25% dei bancarizzati al Centro, il 7% al Sud percentuale in crescita rispetto al 2010 (anche in relazione all’uso delle carte).

Il cliente evoluto…
Utilizza almeno sei prodotti bancari e ha una relazione “matura” con il sistema finanziario, in risposta a una pluralità di esigenze che vanno oltre la semplice custodia del risparmio e la concessione del credito, ma che riguardano anche i pagamenti e una gestione più attiva del proprio patrimonio. È il cliente “evoluto”, profilo più che raddoppiato in soli due anni, passando dal 9% del 2009 al 21% del 2011, legato ad una maggiore stabilità e al progredire del processo di integrazione anche finanziario. Guardando il dato all’interno dei soli titolari di un conto corrente, il peso del profilo evoluto diviene ancora più evidente, passando dal 16% del 2009 al 32% del 2011.

… e sempre più “multicanale”
quasi totalità dei correntisti con più di uno strumento per ciascun titolare. I libretti di deposito (bancari e postali) vengono utilizzati da un immigrato su due. Rilevante l’incidenza dei servizi di internet banking, che passa dal 22% del 2010 al 40% del 2013.
 

 

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati fanno uso di cookie necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy. Per saperne di più o per revocare il consenso relativamente a uno o tutti i cookie, fai riferimento alla Privacy e Cookie policy. Cliccando su "Accetta" dichiari di accettare l’utilizzo di cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi