15/12/2014 00:00:00

Nei giorni scorsi le cronache giudiziarie hanno portato alla luce fatti molto gravi che hanno messo in evidenza un sistema malavitoso di corruzione nel quale risultano indagati personaggi della vita politica e sociale della Capitale e non solo e che contribuisce a minare pesantemente il sistema economico del Paese. Ma il periodo di crisi durissima che stiamo attraversando evidentemente non nuoce alla criminalità che anzi vi trova linfa vitale per i suoi affari sporchi, anche a scapito dell’intera comunità, di chi giorno dopo giorno, in modo eroico, deve far fronte, con il proprio lavoro, con le sole proprie forze, ad una situazione difficilissima testimoniata dai dati forniti dagli istituti di ricerca.

Rispetto a settembre scorso, la produzione industriale, secondo le rilevazioni Istat, segna ancora una volta un segno meno: a ottobre l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,1%. Questo dato, commenta Confcommercio, indica non solo che il sistema economico è ancora in recessione ma, considerata anche la riduzione della fiducia di famiglie e imprese, mostra la concreta possibilità che dalla crisi si passi alla stagnazione cronica, un pericolo che va senz’altro scongiurato per far sì che il 2015 sia finalmente un anno di ripresa. E non sono certo incoraggianti i dati forniti dal Misery Index Confcommercio che ha raggiunto ad ottobre quota 21,9 punti, in aumento di 0,6 punti rispetto a settembre. Le cause sono l’incremento della disoccupazione estesa (0,3 punti) e il modesto aumento (+0,1%) dell’inflazione dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto.

Il Rapporto Club Consumo di Prometeia mostra come con la crisi siano andati in fumo miliardi e miliardi di consumi, si ampli il divario tra Nord e Sud e nel meridione è come se fossero spariti i consumi di 708 mila nuclei familiari.

A novembre l’indice dei prezzi al consumo al lordo dei tabacchi diminuisce dello 0,2% rispetto al mese precedente e aumenta dello 0,2% nei confronti di novembre 2013. Lo rileva l’Istat. Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l’ “inflazione di fondo” resta stabile a +0,5%, mentre al netto dei soli beni energetici, sale a +0,6%, da +0,4% di ottobre.

Nella stima dell’Ocse sul Rapporto sulle diseguaglianze risulta che Il 10% più povero della popolazione italiana riceve appena il 2,4% del totale del reddito nazionale, un decimo di quanto guadagna il 10% più ricco (24,4%).

La BCE si impegna a contribuire e sostenere la ripresa di tutta l’Eurozona, ma chiede anche che i singoli paesi diano contributi decisivi in tal senso e che lo facciano con riforme strutturali credibili che incoraggino gli investimenti.

Concludiamo dando conto della consueta indagine di Natale di Confcommercio con Format Research, l’indagine sugli acquisti e le intenzioni di spesa degli italiani per le prossime festività natalizie, dalla quale emerge che durante le Sante Feste si spenderà di meno ma comunque non si rinuncerà alla tradizione dei regali. Interessante il dato secondo il quale sono in aumento gli acquisti online: +7,9% sul 2013.

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