12/1/2015 00:00:00

Quasi il 48% delle imprese del nostro Paese, interpellate da Unioncamere nell’ambito dell’Eurochambres Economic Survey 2015, l’indagine realizzata ogni anno dai sistemi camerali europei, confida in una sostanziale stabilità; degli affari per l’anno che verrà;. Si tratta di un segnale positivo in un contesto che continua ad essere sostanzialmente di crisi perdurante.
Gli effetti di questa crisi si evidenziano sui consumi e per il periodo dei Saldi, secondo l’indagine Confcommercio Format, approfitterà; degli sconti d’inizio anno un italiano su due (il 51%), il 7,3% in meno rispetto allo scorso anno e circa il 20% in meno negli ultimi 5 anni.

Ancor più; sintomo di questa crisi sono i dati Istat sulla disoccupazione: a novembre 2014 gli occupati sono 22 milioni 310 mila, in diminuzione dello 0,2% sia rispetto al mese precedente (-48 mila) sia su base annua (-42 mila). Ancor più; preoccupanti i dati sulla disoccupazione giovanile: il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 43,9%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,4 punti nel confronto tendenziale. E fa riflettere il dato Eurostat secondo il quale i dati sulla disoccupazione sono positivi in Europa dove il tasso di disoccupazione è diminuito sia nell’Eurozona che nella Ue-28 a novembre 2014 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, arrivando all’11.5%. In sostanza sono in controtendenza soltanto Italia (dal 12,5% al 13,4%) e Finlandia (dal 8,3% al 8,9%).

Per quanto riguarda i dati sui prezzi Eurostat comunica che in Europa l’inflazione annuale a dicembre del 2014 è stata del -0,2%, rispetto allo 0,3% di novembre. Il tasso negativo è dovuto soprattutto a un ribasso dei prezzi dell’energia.
Continuano a diminuire, secondo fonte Istat, i prezzi delle abitazioni: nel terzo trimestre 2014, sulla base delle stime preliminari, l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 3,9% nei confronti dello stesso periodo del 2013.

Sempre secondo i dati dell’Istituto di Statistica sale l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil: nel terzo trimestre 2014 è stato pari al 3,5% (+0,2% rispetto allo stesso periodo del 2013), nei primi tre trimestri del 3,7% (+0,3%). La pressione fiscale è stata pari al 40,9%, superiore di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Una nota positiva arriva invece dai dati dell’Istituto per quanto riguarda il reddito e i risparmi delle famiglie che salgono dell’1,9%, questo anche se la spesa resta comunque sostanzialmente al palo.
Alla luce di questi dati è ben chiaro l’appello del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli che in un’intervista su Libero Quotidiano sostiene che o si abbassano le tasse o si bruceranno 65 miliardi di consumi.

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