19/1/2015 00:00:00

La Banca d’Italia, nel suo ultimo Bollettino Economico, ha ridotto le stime di crescita per il 2015. è un paese complesso il nostro e la volontà; di uscire dalla crisi si muove su un percorso irto di ostacoli. Un esempio è lo studio condotto da Euler Hermes secondo il quale in Italia recuperare un credito è più; difficile che in altre nazioni come Grecia e Romania. I comportamenti e le abitudini di pagamento delle imprese italiane sono tra i meno virtuosi in Europa. Il tempo medio di incasso di un credito nel nostro Paese è oltre i 100 giorni, "ben distante dagli standard definiti dalla direttiva europea". Nello studio si sostiene che le farraginose procedure giudiziarie, costi elevati e la lentezza dei Tribunali rendono quasi sempre irragionevole iniziare un’azione legale.

Secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia, le sofferenze delle banche italiane, cioè i crediti che sono difficili da recuperare in quanto erogati ad aziende che poi sono andate in difficoltà; con la crisi, sono cresciute nel novembre scorso del 18,4% annuo. Un dato, pur in miglioramento dal 19,1% di ottobre.

Il MIC di Confcommercio, l’indice di disagio sociale, a novembre si è attestato su un valore stimato di 22,0 punti, in aumento di 0,3 punti rispetto al mese di ottobre, toccando il valore più; alto da quando viene calcolato (gennaio 2007). Ciò è imputabile all’incremento della disoccupazione estesa (0,2 punti) e al modesto aumento dell’inflazione dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto.

La produzione industriale a novembre torna positiva, con un rialzo dello 0,3% su ottobre, quando era stato registrato un congiunturale pari a zero. Lo rileva l’Istat, segnando il miglior dato da giugno. Se però si tiene conto del confronto annuo c’è ancora un ribasso (-1,8%), il quinto consecutivo, anche se più; contenuto rispetto al precedente. Anche Confindustria stima un incremento della produzione industriale, +0,15% a dicembre su novembre.

Una buona notizia giunge dalle imprese che sembrano vedere una svolta sul fronte occupazionale: +8.400 posti di lavoro nel I° trimestre 2015. Il monitoraggio trimestrale effettuato da Unioncamere e Ministero del Lavoro nell’ambito del Sistema informativo Excelsior, lascia intendere che per le imprese la ripresa dell’occupazione potrebbe essere iniziata.

Meno piacevole è la situazione fotografata da Eurostat sul terzo trimestre 2014 secondo il quale ci sono in Italia oltre tre milioni e mezzo di persone che non solo non hanno lavoro ma hanno anche smesso di cercarne uno. Sono coloro che ormai hanno perso la fiducia e sono, in Italia, il triplo della media europea.

Segnaliamo per domenica 25 gennaio l’incontro Crisi sotto la lente: ne parlano gli operatori orafi. Contanti, tracciabilità;, fisco, banche, legalità;. Presso la Fiera di Vicenza 25 01 ’15. Federpreziosi Confcommercio, Assocoral e Fiera di Vicenza in collaborazione con Assorologi hanno voluto rilevare ed analizzare come, tra le cause della crisi economica, la limitazione alla circolazione del contante e la tracciabilità; dei pagamenti abbiano influito sulle forti variazioni nei consumi di gioielleria e orologeria. I risultati dello studio sono presentati da Pierluigi Ascani Presidente CdA Format Research.

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