2/3/2015 00:00:00

Sembrerebbe giunto il momento delle buone notizie prima fra tutte, e ancora fresca di stampa, la discesa dello spread sotto quota 100 punti. Non accadeva da oltre 5 anni. Le ragioni di ciò sono da individuare nell’attesa creata dal “Quantitative easing”, strategia del governatore centrale Mario Draghi che vedrà la BCE, tra una settimana, iniziare a investire ogni mese 60 miliardi di Euro in titoli di stato dei paesi UE. Quest’attesa ha già portato i grandi investitori a fare i loro “passi”, anticipando la Banca Centrale e creando un “effetto carenza” sui mercati. Per l’Italia uno spread di cento punti base, o sotto, significa meno spese per il pagamento degli interessi, dunque più fondi a disposizione per finanziare altre voci.

Secondo gli ultimi dati dell‘Istat, a febbraio l’industria ha espresso più ottimismo sulle ordinazioni e sull’economia in generale ed è aumentata la fiducia delle imprese e dei consumatori italiani e, per questi ultimi, ha toccato i massimi livelli dal 2002. Quest’impennata di fiducia potrebbe essere determinata dalla serie di notizie e dati economici positivi che si sono succeduti dall’inizio del mese di febbraio e quest’ottimismo, è sottolineato dall’Istituto di Statistica, ha fatto migliorare decisamente le aspettative su un calo della disoccupazione.

Ha reso noto l’Istat che a gennaio le retribuzioni contrattuali orarie sono aumentate dello 0,7% su mese e dell’1,1% su anno.

Sono i distretti industriali i protagonisti della ripresa, lo scrive l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo che mostra come già nel biennio 2013-14 il loro fatturato è tornato a crescere. I distretti sono stati premiati da una maggiore capacità di esportare, effettuare investimenti all’estero, registrare brevetti e marchi. L’attività innovativa e di branding si è intensificata negli ultimi anni. Nel 2015-16 previsto un aumento del fatturato mediamente del 3,2% all’anno.

A dicembre 2014 l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio (fonte Istat) diminuisce dello 0,2% rispetto al mese precedente. Nella media del trimestre ottobre-dicembre 2014, l’indice diminuisce dello 0,1% sui tre mesi precedenti. È interessante che rispetto a dicembre 2013, l’indice grezzo del valore del totale delle vendite registra un aumento dello 0,1%. Per l’Ufficio Studi Confcommercio il dato è segno di “timidi segnali di ripresa” dato che il confronto su base annua indica un aumento della spesa che, seppure di modestissima entità, interrompe una lunga serie di variazioni nulle o negative

Per il primo trimestre 2015 è previsto il ritorno alla crescita del Pil, lo scrive l’Istat nella Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. Anche la Confindustria è particolarmente ottimista nella sua Congiuntura flash: fatturato, ordini, produzione industriale ed edilizia, vendite di auto, export, occupazione, fiducia: la sequenza di statistiche uscite nell’ultimo mese contiene molte sorprese finalmente positive per l’economia italiana e convalida le attese di un aumento del PIL nel 2015 superiore alle previsioni elaborate solo un paio di mesi fa.

Tutti questi segnali positivi segnano per Carlo Sangalli presidente di Confommercio, l’ora di osare: il governo deve cogliere i segnali di risveglio dell’economia accompagnandoli con interventi di riduzione fiscale per famiglie e imprese e con una riduzione della spesa pubblica. Il bonus degli 80 euro non basta: bisogna fare di più per agganciare la ripresa.

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