18/9/2017 00:00:00

“L’economia italiana, in graduale rafforzamento da oltre un triennio, ha nettamente accelerato nell’ultimo anno”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco intervenendo venerdì scorso ad un convegno al sacro convento di Assisi. Effettivamente anche questa settimana, come ormai accade da un po’, i più importanti indici economici sono buoni ma la crescita ha ancora molti aspetti congiunturali che ci si augura possano ben presto trasformarsi in strutturali.

Secondo un’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio su Pil, consumi, forze lavoro, numerosità delle imprese e andamento degli indicatori di povertà assoluta “La crescita dell’economia non ha ancora raggiunto i livelli prima della crisi. Le ferite continuano a farsi sentire”. Al Sud Pil pro capite è pari al 53% di quello del Nord-ovest. Una ripresa lenta e parziale ha commentato il presidente di Confcommercio Sangalli.

A luglio 2017 l’indice destagionalizzato della produzione industriale (Istat) registra un incremento dello 0,1% rispetto a giugno. Nella media del trimestre maggio-luglio 2017 la produzione è aumentata dell’1,4% nei confronti dei tre mesi precedenti.

Nel secondo trimestre del 2017 l’occupazione (Istat) presenta una nuova crescita congiunturale (+78 mila, +0,3%) dovuta all’ulteriore aumento dei dipendenti (+149 mila, +0,9%), in oltre otto casi su dieci a termine (+123 mila, +4,8%). Continuano invece a calare gli indipendenti (-71 mila, -1,3%). Il tasso di occupazione cresce di 0,2 punti rispetto al trimestre precedente. I dati mensili più recenti (luglio 2017) mostrano, al netto della stagionalità, un aumento degli occupati (+0,3% rispetto a giugno, corrispondente a +59 mila unità), che riguarda sia i dipendenti sia gli indipendenti.

In luglio, dati Banca d’Italia, i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti dell’1,5 per cento su base annua (1,2 per cento in giugno). I prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,7 per cento (2,6 per cento nel mese precedente), quelli alle società non finanziarie sono cresciuti dello 0,5 per cento (erano rimasti stabili in giugno).

Colpisce il dato Ocse evidenziato nella pubblicazione Uno Sguardo all’Istruzione secondo il quale l’Italia detiene la maglia nera nell’area Ocse per la spesa pubblica complessiva effettuata nel 2014 nel settore dell’istruzione, sottolineando che Roma ha riservato il 7,1% dei fondi pubblici al ciclo compreso tra la scuola primaria e l’università. Il nostro Paese registra inoltre appena il 18% di laureati, contro il 37% della media nella zona Ocse: il dato più basso dopo quello del Messico.

Il terziario continua a contrastare il calo delle imprese in Friuli Venezia Giulia. Secondo l’indagine congiunturale di Format Research sul secondo trimestre 2017, commissionata dalla Confcommercio regionale, a fine anno in regione saranno nate 6.597 nuove imprese (4.683 del terziario, 1.914 degli altri settori) e ne saranno cessate 6.936 (4.360 del terziario, 2.576 degli altri settori). Inoltre dall’analisi di Format Research emerge un aumento pari all’1% degli incassi nella stagione delle vendite in saldo e un +9,5% di arrivi e +6,5% di presenze per il turismo. Per il presidente di Confcommercio FVG Marchiori “serve un progetto turistico europeo”.

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