19/11/2017 00:00:00

La Confederazione dello Sport ha organizzato a Roma il convegno “Sport Work – Sport, Lavoro Futuro” per fare il punto a due anni circa dalla firma del CCNL. Stevanato: “lo strumento funziona e ne siamo entusiasti”. Rivolta: “settore da presisiare con una rappresentanza reale ed effettiva”.

“Sport Work – Sport, Lavoro Futuro”: questo il titolo del convegno organizzato a Roma dalla Confederazione dello Sport presso il centro congressi di Confcommercio. Per il mondo dell’imprenditoria sportiva è stata la prima “uscita” dalla sigla del nuovo contratto di lavoro, che ha coinvolto tutto il mondo dello sport: sia quello profit e no profit, sia quello per gli addetti che per i servizi. Tema principale in discussione il lavoro nello sport. l lavori sono stati aperti dal saluto del vicepresidente di Confcommercio, Paolo Uggé, per il quale “uomo, lavoro e sport sono legati dalla passione, perché senza passione non si può avere successo in questi tre campi”. Il contributo di Confcommercio per la realizzazione del vostro contatto di lavoro – ha aggiunto – dimostra come la Confederazione si stia aprendo sempre più per dare rappresentanza al variegato mondo dei servizi”. Luca Stevanato, presidente Confederazione dello Sport-Confcommercio, ha quindi fatto il punto sullo stato di attuazione del CCNL premettendo che “nel testo si è data cittadinanza alla professionalità, sia dell’impresa sportiva che dei loro collaboratori, inserendo una serie di strumenti che riconoscono tutta la peculiarità di questo mondo” e sottolineando che “dal dicembre 2015, data della firma del contratto ad oggi, abbiamo registrato circa 10mila assunzioni: vuol dire che lo strumento funziona e ne siamo entusiasti”. “Ora – ha concluso Stevanato – è la fase del confronto per capire bene se, come parrebbe, stiamo andando nella direzione giusta”. Parola poi al direttore generale di Confcommercio, Francesco Rivolta, che ha parlato di “orgoglio della Confederazione per aver contributo al contratto nazionale, che va a coprire parecchie zone grigie. Ora ciò che bisogna fare è non confondere rappresentanza con rappresentatività: lo sport è un rilevante settore economico che coinvolge 19 milioni di italiani e che va presidiato, appunto, con una rappresentanza reale ed effettiva. Con il Cnel vogliamo dare classificazione ai tanti contratti che là sono depositati, serve un ‘bollino blu’ che indichi i contratti sottoscritti dalle organizzazioni veramente rappresentative”. Durante i lavori l’Associazione Nazionale Azzurri e Atleti Olimpici d’Italia ha premiato alcuni grandi campioni del recente passato come Juri Chechi, Marco Tardelli, Giuseppe Gentile, Franco Sar, e, alla memoria, a Carlo Pedersoli (Bud Spencer).

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