24/11/2017 00:00:00

I rischi per la stabilità finanziaria derivanti dall’economia internazionale si stanno riducendo, ma il basso livello della volatilità dei mercati può segnalare un’eccessiva propensione al rischio degli investitori. Nell’area dell’euro le decisioni del Consiglio direttivo della BCE dello scorso 26 ottobre hanno attenuato l’incertezza sulla ridefinizione degli strumenti di politica monetaria.
In Italia con il consolidamento della crescita diminuisce la vulnerabilità finanziaria delle famiglie e delle imprese e migliora la qualità del credito. La capacità di famiglie e imprese di ripagare i debiti rimarrebbe elevata anche nel caso di un sostenuto rialzo del costo del credito.
La soluzione della crisi di alcuni intermediari durante l’estate ha fortemente ridotto i rischi sistemici del settore bancario, riflettendosi in un aumento dei corsi azionari delle banche e nel calo del costo della raccolta; la contrazione dello stock di crediti deteriorati sta accelerando; il grado di patrimonializzazione complessivo ha ripreso a salire. Nei prossimi mesi i rischi più rilevanti per le banche restano legati soprattutto alle prospettive dell’economia: un forte rallentamento della crescita influirebbe negativamente sulla redditività, ancora molto bassa, rendendo più difficile il reperimento di capitale di rischio sui mercati.

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