9/4/2018 00:00:00

Le difficoltà a formare un nuovo governo si sono palesate con il primo giro di consultazioni dei leader politici al Quirinale a colloquio con il Presidente Mattarella che, in prima persona, ha evidenziato come dalle consultazioni non siano emerse le intese necessarie alla formazione di una maggioranza. Serviranno quindi ulteriori giorni di riflessione e un secondo giro di incontri. Nel frattempo gli impegni economici del Paese si fanno pressanti, primo fra tutti la presentazione in Parlamento, e poi alla Commissione Europea, del Def, il Documento di economia e finanza. L’Italia ha bisogno di essere governata anche per sapere cosa sarà scritto nel Def e, certamente i contenuti saranno diversi a seconda della maggioranza che salirà a Palazzo Chigi.
E proprio sul prossimo Documento di economia e finanza non si potrà non tenere conto dei dati Eurostat e Istat relativi al rapporto deficit/pil che nel 2017, è stato pari al 2,3%, in rialzo rispetto alla stima diffusa a marzo (1,9%). Pesano in questa valutazione in modo imponente, i salvataggi bancari e il valore è superiore alle indicazioni contenute nell’aggiornamento al Def, dove il deficit 2017 era previsto al 2,1% del Pil. Una vera grana sia per Padoan che per il futuro Governo, qualunque esso sarà.

Secondo le stime di Banca d’Italia “L’economia italiana è in grado di assorbire un innalzamento della curva dei rendimenti parallelo all’irrobustimento della congiuntura reale. Rispetto alla fase acuta della crisi, il Pil è tornato a crescere stabilmente, sulla spinta della domanda sia interna sia estera”, come indicato dal direttore generale Fabio Panetta.

L’indicatore anticipatore dell’Istat sul futuro prossimo dell’economia italiana “registra una lieve flessione, rimanendo comunque su livelli elevati che suggeriscono il proseguimento della fase di crescita dell’economia”. È quanto scritto nella consueta nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. “Lievi segnali di frenata”, dunque, anche se “migliorano i consumi e il potere di acquisto”.

E a febbraio scende in Italia l’indice del disagio sociale toccando il valore più basso da agosto 2011. Il MIC, Misery Index calcolato da Confcommercio è calato s 17,2 punti, in diminuzione di nove decimi di punto rispetto a gennaio.

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