23/5/2018 00:00:00

Siamo di fronte alla paralisi dovuta alla “paura” da parte di funzionari-burocrati di assumersi responsabilità e rischi (di condanne); dall’incapacità del Governo di effettuare controlli sulla sicurezza dei cavalcavia e disporre regole chiare.

Un vecchio detto afferma che a forza di tirarla la corda rischia di spezzarsi. Per una ragione semplicissima, spiegata peraltro da un altro diffusissimo modo di dire: ovvero che la pazienza ha un limite. Pazienza che moltissimi responsabili di imprese di autotrasporto che si occupano di carichi eccezionali sembrano aver definitivamente perso, dopo aver assistito, impotenti, per quasi due anni alla paralisi dell’attività. Una paralisi scattata all’indomani della tragedia avvenuta a fine ottobre 2016, quando un ponte ad Annone Brianza, nel lecchese, è crollato sotto il peso di un Tir uccidendo una persona e ferendone altre sei. Una paralisi dovuta alla “paura” da parte di funzionari-burocrati di assumersi responsabilità e rischi (di condanne); dall’incapacità del Governo di effettuare controlli sulla sicurezza dei cavalcavia e disporre regole chiare. In altre parole, un gioco di “tira e molla” per scaricare altrove decisioni e responsabilità che ha portato, inevitabilmente, a spezzare la corda.
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