4/6/2018 00:00:00

Le crisi diplomatiche e geo-politiche internazionali, l’applicazione dei dazi voluti dal Presidente USA Trump, potrebbero innescare spirali di misure e contromisure economiche che rischiano di influenzare negativamente i rapporti economici fra le nazioni facendo fare passi indietro all’evoluzione virtuosa della crisi economica.
Dopo le più; lunghe consultazioni post elettorali della nostra storia repubblicana, che quasi stavano portando il Paese verso una crisi istituzionale, rischiando di precipitare l’economia in un vortice pericoloso con lo spread che sale e le borse che scendono, possiamo ora scrivere che l’Italia ha un Governo. L’esecutivo guidato dal Primo Ministro Giuseppe Conte ha infatti giurato nelle mani del Presidente della Repubblica Mattarella. Ora è importante che si lavori a gran ritmo per acquisire maggiore forza in Europa e nei mercati internazionali e per riportare fiducia (misurata al ribasso da Istat) fra cittadini e imprese, magari bloccando gli aumenti dell’Iva che sarebbero un colpo davvero duro, “mortale per i consumi” è stato definito dal Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli.

Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nelle sue Considerazioni Finali, precedenti alla formazione del nuovo governo, ha detto che “l’economia italiana si sta rafforzando, prosegue il recupero dell’occupa- zione, sono state eliminate fonti di rischio sistemico nel settore bancario”. Ovvero siamo un Paese la cui salute è in miglioramento. Ma ha aggiunto Visco: “l’Italia deve essere una presenza autorevole nel dibattito sulla ridefinizione degli assetti normativi e istituzionali dell’Unione europea, presenza ancora più; importante nell’attuale fase di grandi trasformazioni sociali, economiche e finanziarie”.

Va bene l’indice nazionale dei prezzi al consumo (Istat) che registra un aumento dello 0,4% su base mensile e dell’1,1% su base annua (in significativa accelerazione rispetto al +0,5% di aprile).
Ad aprile 2018 i dati Istat confermano i segnali di ripresa dell’occupazione nell’anno in corso, dopo la battuta d’arresto osservata a fine 2017. Per il secondo mese consecutivo cresce l’occupazione tra gli indipendenti oltre che tra i dipendenti a termine. Su base annua la crescita dell’occupazione si concentra nei più; giovani (15-24enni), per i quali si registra il maggiore aumento del tasso di occupazione, e soprattutto negli over 50, per effetto sia dell’aumentata età; pensionabile sia dei fattori demografici.

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