È notizia di queste ore che l’indice ESI, pubblicato dalla Commissione europea e che misura il “sentiment” economico nell’Unione Europea, è in aumento, confermando i primi segnali di ripresa mostrati a maggio e a giugno. Gli aumenti più significativi si sono registrati in Francia (+9,4), Paesi Bassi (+8,3), Spagna e Italia (entrambe +8,2). In netto miglioramento anche l’indicatore delle aspettative sull’occupazione (Eei): +12,7 punti nell’Eurozona, e +11,9 nella Ue-27. (Vedi QUI) Si tratta di una buona notizia che si affianca con i dati positivi sul clima di fiducia di imprese e consumatori, registrato in Italia dall’Istat che scrive: il parziale recupero della fiducia dei consumatori è un elemento importante che potrebbe suggerire che il forte aumento della propensione al risparmio nel primo trimestre non ha caratteristiche strutturali. La fiducia presso le imprese, seppure in crescita, appare ancora molto lontana dai livelli pre-crisi, soprattutto per il turismo e la distribuzione”

Di altro tenore sono le considerazioni che possiamo leggere nell’ultimo World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale per il quale il Pil globale è in calo del 4,9% e in Italia segna meno12,8%. Si prevede “catastrofico” l’impatto sull’occupazione e la povertà in aumento.

La pandemia dovuta al Covid sta lasciando, infatti, segni profondi sull’economia globale, sui conti pubblici e sull’occupazione.

L’indagine congiunturale di Federmeccanica sulle imprese metalmeccaniche da un ulteriore punto di osservazione in relazione alle conseguenza per la pandemia. Quello a cui stiamo assistendo è il  “Risultato peggiore delle dinamiche produttive dell’intero comparto industriale”, diminuite nello stesso periodo “del 42,1%”, e “di gran lunga sfavorevole nel confronto con le fasi recessive del 2008-2009 e del 2011”.

Rivela l’Istat nella pubblicazione “Conto delle Amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie…” che nel primo trimestre del 2020 il reddito lordo disponibile delle famiglie è sceso dell’1,6% rispetto al trimestre precedente e che il potere d’acquisto, è calato dell’1,7%,  commentando che le misure di sostegno ai redditi introdotte per contenere gli effetti negativi dovuti all’emergenza sanitaria hanno limitato in misura significativa la caduta del reddito disponibile e del potere di acquisto delle famiglie.

Questi, insieme ad altri dati pubblicati in settimana, molti presenti in questa newsletter, contribuiscono a tracciare un quadro economico nel quale continuano a prevalere le tinte fosche, anche a livello globale, con importanti nazioni che sono ancora nel pieno dell’epidemia. E se pure in Italia in questo momento si sta ritrovando un po’ di ottimismo per il regredire della malattia, i danni che questa ha prodotto si faranno sentire a lungo, soprattutto per quanto riguarda gli indici relativi all’occupazione e alla povertà.

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