“Ci aspettiamo che il Pil reale dell’Unione Europea si contragga del 9,3% nel 2020 per poi crescere del 5,7% nel 2021 e tornare al livello del 2019 solo nel 2022”. Lo afferma Poul Thomsen direttore del dipartimento europeo dell’Fmi sottolineando che “se si trova un trattamento o un vaccino efficace per il Covid-19, la ripresa potrebbe essere più rapida, ma se ci dovessero essere nuove ondate di infezione sarebbe vero il contrario” (vedi QUI).
La Banca d’Italia, nel consueto Bollettino Economico trimestrale,  rivede la stima sul Pil fatta dagli economisti di via Nazionale poco più di un mese fa (-9,2%) a -9,5% e a -13 se dovesse peggiorare la pandemia con l’emergere di nuovi focolai «rilevanti».
Non abbassare la guardia di fronte all’emergenza sanitaria che sta colpendo il Pianeta e l’Italia è dunque un dovere, e anche in questo senso va letta l’azione governativa tesa a mantenere alto il livello di attenzione: subire una nuova vasta ondata del virus avrebbe conseguenze pesantissime. Si attende quindi in nuovo Dpcm che dovrebbe confermare le attuali misure di sicurezza ormai in scadenza (vedi QUI).

Scrive l’Istat che dopo la forte flessione registrata ad aprile, mese caratterizzato dalle chiusure in molti settori produttivi in seguito ai provvedimenti connessi all’emergenza sanitaria, a maggio si assiste ad una significativa ripresa delle attività: tutti i comparti sono in crescita congiunturale, ad eccezione di quello delle industrie alimentari, bevande e tabacco, che registra una leggera flessione. La produzione industriale a maggio segna dunque un aumento del 42,1% rispetto ad aprile. Su base annua il dato mostra ancora un calo ampio ma è comunque un risultato molto incoraggiante.

Incoraggiante è anche il giudizio dell’Agenzia di rating Fitch che conferma l’Italia a BBB- con outlook stabile, commentando che “le recenti iniziative dell’Ue, incluso il Recovery Plan, potrebbero limitare l’atteso deterioramento dei conti pubblici italiani dal 2021 (vedi QUI).

È stato pubblicato questa settimana il Misery Indec di Confcommercio (MIC) che, a maggio 2020, si è attestato su un valore stimato di 39,8. L’area del disagio sociale si conferma ai massimi da quando viene elaborato l’indicatore e gran parte si concentra tra coloro che pur avendo ancora ufficialmente un lavoro si trovano a vivere condizioni di grande difficoltà.

Due importanti realtà locali sono state indagate nei giorni scorsi con il supporto scientifico di Format Research.
La crisi economica ha colpito duramente il terziario della Valle d’Aosta: 2.700 lavoratori del terziario sono a rischio con 800 imprese che potrebbero chiudere senza più riaprire. Entro il 2020 potrebbero andare in fumo 300 milioni di valore aggiunto. Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dalla ricerca sulle imprese valdostane del terziario (quasi 6.000, il 64% dell’intero tessuto imprenditoriale), realizzata nel primo  semestre 2020 da Confcommercio Valle d’Aosta in collaborazione  con Format Research.
L’Osservatorio Congiunturale sulle imprese del commercio, del turismo e dei servizi della provincia di Parma, nell’era dell’emergenza sanitaria realizzato con Format Research per Ascom Parma, mostra, ha sottolineato il Presidente dell’istituto di ricerca Pierluigi Ascani, come la crisi economica ha colpito duro le imprese, i ricavi sono crollati a causa del lockdown, le imprese sono in crisi di liquidità e servirebbero aiuti molto diversi rispetto a quelli che sono stati pensati fino a questo momento.

Tornando al panorama nazionale importanti spunti di riflessione possono sorgere dai dati Istat sul Bilancio demografico nazione, pubblicato mentre stiamo scrivendo. Diminuisce ancora la popolazione italiana e tocca il nuovo minimo storico di nascite dall’unità d’Italia. C’è un lieve aumento dei decessi e più cancellazioni anagrafiche per l’estero. Il numero di cittadini stranieri che arrivano nel nostro Paese è in calo (-8,6%), mentre prosegue l’aumento dell’emigrazione di cittadini italiani (+8,1%).

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