31 Luglio 2020 – VENDITE – “Il dato sulle vendite di giugno evidenzia il graduale ritorno alla normalità negli acquisti da parte delle famiglie, con grandi differenze negli andamenti registrati dalle diverse tipologie distributive e dai singoli segmenti di consumo. Ma la complessiva gravità della dinamica dei consumi è la distanza di quasi 10 punti percentuali in volume delle vendite nel primo semestre del 2020 rispetto al primo semestre dell’anno precedente, con una riduzione quasi doppia per l’area non alimentare. Per i canali di vendita, si amplia ulteriormente la forbice tra commercio elettronico – in crescita del 32,5% tendenziale nella prima metà dell’anno – e imprese operanti su piccole superfici che patiscono una riduzione di oltre il 20%. Alcuni settori sembrano recuperare rapidamente (mobili e articoli per il tempo libero), mentre solo per l’informatica e per gli alimentari il confronto annuo è positivo”: questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio ai dati Istat sulle vendite al dettaglio a giugno.

PIL – “L’eccezionale crollo del Pil, in un periodo che include oltre al lockdown anche il complicato avvio della ripartenza, appare comunque un po’ meno grave delle attese e incorpora qualche segno di resilienza del sistema Italia. Non è di alcun conforto il fatto che i partner internazionali si trovino in condizioni di analoga gravità, seppure ciascuno alle prese con una faticosa reazione alla crisi pandemica. Anzi, la sincronia del ciclo attuale rappresenta una condizione di ulteriore difficoltà nell’intraprendere un nuovo percorso di crescita”: così l’Ufficio Studi Confcommercio sui dati del Pil nel secondo trimestre diffusi dall’Istat. “Se la Germania riesce a fermarsi al -11,7% tendenziale, la Francia e la Spagna registrano rispettivamente -19% e -22,1%, da confrontare con il -17,3% dell’Italia. Per questi ultimi Paesi è evidente l’impatto del quasi azzeramento dei turismi attivi. Affidarsi esclusivamente al pure fondamentale intervento delle istituzioni europee non sarà sufficiente per uscire dalla crisi. È necessario e urgente – conclude Confcommercio – progettare investimenti mirati e sostegno alle imprese dei settori più colpiti per evitare che passino molti anni prima di riprendere i livelli di Pil e consumi pro capite persi nel 2020, che in Italia ci riportano alla prima metà degli anni ’90”.

PREZZI – “La variazione congiunturale tornata in territorio negativo amplifica la riduzione su base annua, dato che riflette essenzialmente la riduzione registrata nel mese per gli alimentari freschi e per gli energetici regolamentati. Se la compressione dei prezzi sostiene favorevolmente il potere d’acquisto dei redditi nominali, l’inflazione di fondo si mantiene in territorio positivo scongiurando, almeno per adesso, il rischio di un profilo del tipo recessione-deflazione più lungo e più profondo di quello strettamente legato all’emergenza sanitaria”: così l’Ufficio studi di Confcommercio sui dati dell’inflazione a luglio.

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