Mentre scriviamo il Consiglio dei ministri ha approvato il testo della legge di bilancio, la manovra, che aveva ricevuto un via libera salvo intese circa un mese fa. Martedì o al massimo nelle prime ore di mercoledì la manovra sarà trasmessa alle Camere.

I dati più recenti sull’economia internazionale segnalano una rapida ripresa dell’attività mondiale nel terzo trimestre, pur registrando un rallentamento di tale dinamica positiva, lo scrive la BCE nel consueto Bollettino economico, appena pubblicato. È spiegato che, dopo una brusca contrazione nel primo semestre del 2020, gli indicatori economici hanno evidenziato un significativo recupero nel terzo trimestre. Ora però, con la recrudescenza dei contagi da coronavirus e l’immediata necessità di dare risposte adeguate per la salvaguardia della salute pubblica, c’è l’inasprimento delle misure di contenimento che pesano sulle attività economiche in genere, provocando un evidente deterioramento delle prospettive a breve termine. Così, le possibilità di una ripresa nell’area dell’euro, e quindi anche nel nostro Paese, perdono slancio più rapidamente delle attese, a dispetto del parziale e disomogeneo recupero dell’attività economica nei mesi estivi.

Dopo quattro mesi di crescita e il forte aumento registrato da agosto a settembre, riporta Istat, la produzione industriale diminuisce in termini congiunturali, registrando comunque un livello superiore dell’1,3% rispetto a luglio. Nel confronto con febbraio 2020, mese immediatamente precedente l’esplosione della crisi, il livello è inferiore di circa il 4% mentre, in termini tendenziali, l’indice corretto per gli effetti di calendario è più basso del 5,1%.

 

Interessante, in questo panorama, la nota di Banca d’Italia su “Gli Effetti della Pandemia sul Fabbisogno di Liquidità, sul Bilancio e sulla Rischiosità delle Imprese” che analizza l’impatto dello shock generato dall’epidemia di Covid-19 su circa 730.000 società di capitali italiane.

Segnaliamo anche che sul sito di Banca d’Italia soano stati pubblicati gli aggiornamenti congiunturali delle economie delle singole regioni. In questa Newsletter riportiamo il Lazio.

È sempre più importante entrare nei dettagli per avere una migliore comprensione dei fatti. In questo senso sono molto utili gli osservatori svolti a livello regionale sulle imprese del terziato da Format Research.

L’Osservatorio congiunturale svolto con Confcommercio FVG disegna un quadro a tinte fosche sulla situazione delle imprese del terziario. Il 57% dichiara di avere difficoltà nel rispettare le scadenze fiscali e, con un lockdown totale, quattro imprese su dieci (38%) del terziario regionale, circa 20mila società, sarebbero a rischio chiusura.

L’Osservatorio congiunturale sul terziario torinese per Ascom Confcommercio Torino e provincia segnala che la nuova ondata di contagi da COVID-19 rischia di vanificare la ripresa avviata con fatica nei mesi di luglio, agosto e settembre. In estate i motori dell’economia della città metropolitana di Torino avevano iniziato a riaccendersi, con i primi dati positivi in termini di fiducia delle imprese del terziario e buoni riscontri sul piano dei ricavi, sospinti anche da un incremento generalizzato dei consumi. Tuttavia, la concretizzazione della seconda fiammata del virus ripiomba nel baratro intere categorie produttive.

Si stima la chiusura di diciottomila imprese del commercio, del turismo e dei servizi nel 2021, che porterebbe una riduzione di cinquantaquattromila occupati. Sono questi i dati che emergono dall’“Indagine sull’andamento economico delle imprese bresciane del commercio, del turismo e dei servizi – Analisi al 30 ottobre: dopo un trimestre di faticosa ripresa lo spettro di una ulteriore crisi per il nuovo lockdown prima del Natale”, commissionata da Confcommercio Brescia a Format Research.

È stata presentata il 10 novembre in video conferenza da Barbara Di Cosimo, Direttore di ricerca presso Format Research, l’indagine per la Società Italiana Comunicazione su Sostenibilità e Comunicazione 2020. L’attenzione all’ambiente, oggi più che mai è importante e, “Solo le imprese che sapranno costruire una cultura della sostenibilità potranno garantire la propria competitività”.

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