2 Dicembre 2020

La timida ripresa dovuta ai mesi estivi è già un ricordo lontano: sarà un inverno buio per le imprese del terziario della regione Abruzzo.

Peggiora il clima di fiducia delle imprese del terziario in Abruzzo, che prevedono una riduzione dei ricavi per l’ultima parte dell’anno a seguito della fortissima riduzione dei consumi di famiglie e imprese.

Diminuisce la fiducia delle imprese abruzzesi del terziario in vista della fine dell’anno. Circa sei imprese ogni 10, ovvero il 59%, dichiarano un peggioramento dell’andamento economico dell’impresa. La previsione per la fine dell’anno non lascia prevedere alcuna inversione di tendenza. L’indicatore congiunturale è pari a 25,6 su una scala da 0 a 100. Le imprese prevedono una ulteriore contrazione dei ricavi per il IV trimestre dell’anno dopo la breve ripresa dei mesi estivi: il 2020 chiuderà male per il terziario abruzzese. I settori più in crisi risultano quelli della distribuzione non-alimentare, degli alberghi e dei pubblici esercizi e dei servizi alla persona. Particolarmente complessa la situazione delle imprese nei territori delle provincie di Chieti e l’Aquila. La previsione per il IV trimestre riporta il livello dell’indice dell’occupazione presso le imprese del terziario al di sotto di quello del mese di luglio. La maggior parte delle imprese abruzzesi non è intenzionata ad effettuare licenziamenti nel marzo del prossimo anno, quando verrà meno il blocco in tal senso imposto dal Governo. Ad oggi il 62% delle imprese del terziario dichiara di avere utilizzato la CIG/FIS fino a giugno, il 40% circa dal mese di luglio in poi e nonostante le difficoltà le imprese del terziario della regione non ricorreranno ai licenziamenti a marzo, quando verrà meno il blocco in questo senso imposto dal Governo. La percentuale delle imprese che sta considerando un’azione di questo genere è contenuta tra quelle in serissime difficoltà (18% circa). Con riferimento alla domanda e all’offerta di credito, circa tre imprese su 10 hanno chiesto un fido o un finanziamento negli ultimi tre mesi. Di queste, il 68% ha visto accolta la domanda, mentre il 7,1% è ancora in attesa di conoscere l’esito.

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