2 marzo 2021“Scenario e prospettive di ripresa della filiera turistica a Roma e nel Lazio”. E’questo il titolo dell’analisi presentata da Intesa Sanpaolo e Srm, Centro Studi collegato al Gruppo bancario, nel corso di un webinar che ha coinvolto i principali operatori regionali del settore. Dopo l’intervento introduttivo di Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sardegna, Sicilia, Abruzzo e Molise di Intesa Sanpaolo, il dibattito ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Massimo Deandreis, Direttore Generale di Srm.

Le previsioni illustrate nel corso dei lavori evidenziano una rilevante contrazione della domanda turistica sia nella città di Roma (-74,1%) che nel Lazio (-71,8%). In questo contesto emerge un calo più contenuto delle presenze turistiche italiane (circa -45%) rispetto a quelle straniere (circa -88%). Si stima che la crisi abbia tagliato oltre il 70% del valore della spesa turistica registrata nel 2019 e il 75% del fatturato delle imprese del settore “core” della filiera turistica romana, con un impatto negativo sul Pil di -1,97% (Italia -1,48%).

La grave emergenza sanitaria ed il diffuso contagio a livello internazionale hanno sottoposto tutte le economie a tre tipi di shock: shock dell’offerta per la chiusura delle attività commerciali e produttive; shock della domanda come conseguenza del lockdown e shock degli asset finanziari per l’aumento della volatilità e per il peggioramento della situazione finanziaria. A questi tre fattori ne vanno aggiunti almeno altri due legati da un lato a fattori istituzionali e geopolitici e dall’altro alla componente psicologica individuale e di massa.

In un contesto macro-economico che si prevede in miglioramento, il turismo affronterà una sfida rilevante. Dai tre scenari elaborati da Srm, che si distinguono per la velocità della ripresa, emerge una crescita della domanda turistica a Roma con valori tra 12,8, 20,3 e 23,1 milioni di presenze, rappresentando rispettivamente il 37,3%, il 58,9% e il 67,1% del potenziale espresso nel 2019. In particolare, si prevede una ripresa più veloce del turismo domestico rispetto a quello internazionale.

In termini di valore aggiunto, si stima che la ripresa della domanda turistica possa far recuperare tra 451,5 milioni, 1.300 milioni e 1.624 milioni di euro a seconda delle tre ipotesi considerate; quindi solo un parziale recupero rispetto a quanto perso nel 2020.

Le prospettive per l’immediato futuro lasciano ben sperare in un biennio in recupero, conseguenza di una serie di fattori positivi, tra cui il graduale rientro dell’emergenza sanitaria, anche grazie alla campagna vaccinale in programma. Sia nel breve che nel medio-lungo periodo, il settore turistico della regione dovrà adeguare la propria offerta per poter intercettare una domanda in profonda trasformazione. Tra le priorità da affrontare per le imprese del settore c’è quella di adeguare le strutture ai protocolli sanitari, con particolare attenzione alla salubrità degli ambienti. Per riconquistare il turismo internazionale sarà necessario puntare su politiche di marketing forti e coordinate, orientate sia agli aspetti digitali che a quelli sostenibili, su una riqualificazione dell’offerta di prodotti e servizi, per valorizzare al massimo la fascia medio-alta della domanda nazionale e straniera.

Nel Lazio le previsioni per il 2021 indicano un recupero di presenze che spazia, a seconda degli scenari considerati, tra 15,3, 23,5 e 27,2 milioni. In questo modo si riacquisterebbe rispettivamente il 39,2%, il 60,3% e il 70% del valore del 2019. L’impatto positivo della domanda consentirebbe di recuperare in termini di spesa turistica tra i 5.140 milioni e i 9.544 milioni di euro e in termini di fatturato tra i 3.744 milioni e i 6.823 milioni di euro con un impatto sul Pil che, nei tre scenari proposti, varia da 490,2, 1.435 e 1.856 milioni di euro di valore aggiunto.

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