5 Marzo 2021 – “Il dato di gennaio disegna un quadro peggiore di quanto atteso. Le restrizioni alle attività produttive e alla mobilità, territoriali e nazionali, hanno ancora una volta fortemente condizionato la domanda. In questo contesto i più penalizzati sono i negozi di piccole dimensioni del non alimentare, soprattutto di abbigliamento e calzature. Non può consolare che andamenti negativi di entità simile si registrino anche in altri grandi Paesi europei. Una caduta della loro domanda può solo amplificare le difficoltà produttive dell’Italia”: è il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio. “In estrema sintesi – prosegue l’Ufficio Studi – è possibile affermare che il 2021, l’anno della ripartenza, è cominciato molto male. Nell’ambito del prossimo Documento di Economia e Finanza osserveremo significative correzioni al ribasso delle previsioni di crescita e al rialzo per i rapporti di finanza pubblica. Nel frattempo, anche sulla scorta dei dati di gennaio, è necessario e urgente progettare un provvedimento di ristoro efficace e non discriminatorio, neppure sulla base di troppo elevate soglie di perdita di fatturato per avere accesso ai benefici”.

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