L’anno scorso, scrive l’Istat in “Impatto dell’epidemia covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente anno 2020”, che il totale dei decessi per il complesso delle cause è stato il più alto mai registrato nel nostro Paese dal secondo dopoguerra: 746.146 decessi, 100.526 decessi in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% di eccesso) (vedi QUI). Ciò da un’idea chiara della gravità della pandemia sull’aspettativa di vita media della popolazione. Ma gravissimo è anche l’impatto dal punto di vista socio-economico: è ancora l’Istat che ci fornisce dati, quelli sulla povertà assoluta per l’anno 2020. Si legge che nell’anno della pandemia si azzerano i miglioramenti registrati nel 2019. Dopo quattro anni consecutivi di aumento, si erano infatti ridotti in misura significativa il numero e la quota di famiglie (e di individui) in povertà assoluta, pur rimanendo su valori molto superiori a quelli precedenti la crisi avviatasi nel 2008, quando l’incidenza della povertà assoluta familiare era inferiore al 4% e quella individuale era intorno al 3%. Pertanto, secondo le stime preliminari del 2020 la povertà assoluta raggiunge, in Italia, i valori più elevati dal 2005 (ossia da quando è disponibile la serie storica per questo indicatore) e ad essere colpiti dal peggioramento della situazione sono gli stessi che già avevano subito maggiormente le crisi precedenti.
La grande crisi che stiamo vivendo è dunque causa dell’accentuazione delle disuguaglianze in atto in Italia, come anche nel resto del mondo, e ciò anche dal punto di vista del genere, come risulta dal nuovo rapporto della Banca mondiale, Women, Business and the Law 2021, dove si mostra come le donne che erano già svantaggiate prima della pandemia, proprio a causa di questa subiscono un rafforzamento delle disuguaglianze di genere.
Nella settimana dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, è stato pubblicato da Banca Ifis, il nuovo Pulse PMI, secondo dei focus mensili sulle Piccole e Medie Imprese d’Italia realizzati con Format Research, che indaga il mondo dell’imprenditoria femminile. Emerge che solo una impresa su sei, pari al 16% del totale, sono le piccole e medie imprese guidate da una donna in Italia. Con la guida al femminile si assiste a un effetto moltiplicatore della presenza delle donne a ogni livello organizzativo. Cresce l’attenzione al work-life balance: il 68% delle imprese ha attivato strategie di conciliazione vita/lavoro, con una punta del 76% a Nord-Est.
Istat commentando i suoi dati sul Commercio al dettaglio scrive che, nel contesto attuale, il comparto non alimentare continua a registrare un calo rilevante, mentre il settore alimentare si mantiene in crescita. Le imprese operanti su piccole superfici e gli esercizi specializzati risentono pesantemente del calo del settore non alimentare. Sono dati che Confcommercio definisce “peggiori delle attese”, infatti, Le restrizioni alle attività produttive e alla mobilità, territoriali e nazionali, hanno ancora una volta fortemente condizionato la domanda. In questo contesto i più penalizzati sono i negozi di piccole dimensioni del non alimentare, soprattutto di abbigliamento e calzature.
I dati d’aggiornamento dell’Osservatorio economico di Asseprim realizzato con Format Research, resi pubblici ad inizio della settimana scorsa, sono sintetizzati da Umberto Bellini, Presidente di Assprim, la Federazione nazionale aderente Confcommercio dei servizi professionali per le imprese, con queste parole: “Lieve recupero del clima di fiducia, ma in uno scenario che resta difficile. Solo un quarto delle imprese dichiara di aver già recuperato il terreno perduto con la crisi innescata dalla pandemia, in particolare i contraccolpi subiti con il primo lockdown. E, al di là dei fatturati, ciò che preoccupa ancora è la situazione della liquidità”.

Il 3 marzo Format Research ha compiuto 29 anni di attività. Ci sarebbe piaciuto festeggiarli in un clima di maggiore serenità ma i tempi sono quello che sono e impongono sobrietà e impegno. Lo stesso impegno che usiamo da sempre in ogni indagine, ricerca o sondaggio e che, nel tempo, ci ha ripagato con la stima di ha creduto e crede noi: le grandi banche, compagnie di assicurazioni, imprese grandi e piccole, associazioni di categoria degli imprenditori e dei lavoratori, amministrazioni pubbliche. Grazie per averci scelto.

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