È ormai alle spalle l’insolita Pasqua che ha visto tutta Italia ferma in zona rossa, con i cittadini costretti a rinunciare alle classiche grandi riunioni famigliari, al ristorante ed ai picnic. Ha continuato a funzionare la “macchina” della campagna vaccinale, alla quale è legata la speranza di uscire al più presto da questo lunghissimo periodo di crisi. E da oggi ritorna la divisione in colori delle regioni.

La crisi globale senza precedenti causata dalla diffusione del Covid-19 continua a incidere pesantemente sull’economia e sul tessuto sociale.  – Lo afferma il Governatore di Banca d’Italia Visco nel discorso all’Assemblea ordinaria dei Partecipanti – Le misure di contenimento stanno richiedendo restrizioni all’esercizio delle attività produttive, limitazioni agli spostamenti personali, prolungati periodi di sospensione della didattica in presenza nelle scuole e nelle università”. Misure che continuano a gravare enormemente su tutti i cittadini.

L’Italia continua a pagare a caro prezzo il peso economico e sociale della pandemia, anche più di altri Paesi europei e del mondo, come riportato da un recente rapporto Mediobanca (vedi Qui). E secondo il Fondo Monetario Internazionale, “l’economia dell’Italia è contingente alla strada della pandemia e alle politiche di sostegno”, così è scritto nello statement all’Article Iv, stimando che la crescita del Belpaese potrebbe aggirarsi al 4,25%. Ma per sostenere la ripresa, è detto, si dovrà accompagnarla con un credibile piano che la ancori ad una reale riduzione del debito. Ma il nostro è un Paese complesso, ricco di contraddizioni, e l’analisi dell’Ufficio studi di Confcommercio sul Mezzogiorno mostra come questo sia sempre più distante dal resto dell’Italia, anzi, “dal 1995 ad oggi si riduce il suo peso sul Pil nazionale. Tra le cause, deficit strutturali, spopolamento giovanile e turismo sottoutilizzato”.

Nel quarto trimestre del 2020, secondo i dati Istat su reddito e risparmi delle famiglie e profitti delle società, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici italiane è diminuito dell’1,8% rispetto al trimestre precedente, e i relativi consumi finali del 2,5%. La propensione al risparmio è stata stimata, invece, in aumento rispetto al trimestre precedente. Sale la pressione fiscale che è stata pari al 52,0%, il dato più alto dal quarto trimestre del 2014.

La recente Indagine Rapida del Centro Studi di Confindustria sulla produzione industriale segnala l’interruzione della crescita dell’attività dell’industria italiana, dopo l’aumento rilevato a febbraio dello 0,6% a marzo è stato registrato un meno 0,1%. Rimane comunque un cauto ottimismo per i prossimi mesi.

Questa settimana sono stati presentati in videoconferenza i dati sull’andamento delle imprese del terziario della Valle d’Aosta, le tendenze congiunturali recenti e le prospettive a giugno 2021 elaborati da Format Research. Il saldo delle imprese resistenti in VDA nel 2020 sul 2019, pur negativo (-48), in assenza dei ristori erogati avrebbe potuto essere molto più pesante. Tuttavia, esistono almeno 350 imprese potenzialmente «inattive». Nel 2021 si teme una possibile contrazione del tessuto imprenditoriale.

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati fanno uso di cookie necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy. Per saperne di più o per revocare il consenso relativamente a uno o tutti i cookie, fai riferimento alla Privacy e Cookie policy. Cliccando su "Accetta" dichiari di accettare l’utilizzo di cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi