13 aprile 2021 – LE IMPRESE DEL COMMERCIO, DEL TURISMO E DEI SERVIZI DI PORDENONE CHIEDONO DI POTERE LAVORARE
CHIUSURE A INTERMITTENZA E CRISI DEI CONSUMI HANNO MESSO IN GINOCCHIO LE IMPRESE DEL TERZIARIO DI PORDENONE CHE CIONONOSTANTE DIMOSTRANO DI AVERE CORAGGIO E VOGLIA DI RIPARTIRE. LE IMPRESE HANNO VOGLIA DI FUTURO.

L’AZIONE ED I PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO DELLA REGIONE FVG A SOSTEGNO DELL’ECONOMIA VENGONO PROMOSSI DA SETTE CITTADINI OGNI DIECI E DA QUASI OTTO IMPRENDITORI DEL TERZIARIO OGNI DIECI.

Tessuto delle imprese. La provincia di Pordenone concentra il 25% di tutte le imprese del Friuli Venezia Giulia. Oltre il 63% delle imprese di Pordenone sono imprese del commercio, del turismo e dei servizi.

Demografia imprese del terziario. Nel corso del 2020 è stato registrato un forte calo delle nascite delle nuove imprese: -16% rispetto al 2019. La diminuzione è stata pressoché identica sia in Regione sia nella provincia di Pordenone. Nel 2020 si è assistito anche ad un brusco calo delle cessazioni di impresa: -8% di imprese cessate a Pordenone, a fronte delle quali tuttavia si stimano circa 400 imprese cosiddette “zombie”, imprese ormai non più operative ma che non hanno ancora formalizzato la propria condizione.

Clima di fiducia. Brusco calo del livello di fiducia generale delle imprese del terziario di Pordenone. Il dato di Pordenone (Indicatore=19 su una scala da 0 a 100) tuttavia è superiore sia rispetto alla media delle imprese a livello regionale (indicatore=15), sia alla media delle imprese del terziario a livello Italia (indicatore=13). Pur restando drammatica, va leggermente meglio la situazione per quanto concerne la fiducia degli imprenditori del terziario nell’andamento della propria impresa. L’indicatore di Pordenone è pari a 28, un dato anche in questo caso superiore rispetto a quello registrato dalla media regionale e nazionale.

Congiuntura. Nel 2020 l’Italia ha perso 116 miliardi di consumi. Il Friuli Venezia Giulia ha perso 3 miliardi di consumi, un dato peggiore rispetto alla media nazionale (FVG: -12,2% vs Italia: -10,9%). Il calo dei ricavi ha lasciato il segno nella provincia di Pordenone: l’indicatore presso le imprese del terziario ha perso 13 punti dallo scoppio della crisi, ma si mantiene comunque al di sopra della media regionale. Mediamente un’impresa del terziario di Pordenone nel 2020 ha perso il 29% dei ricavi rispetto al 2019. I settori più colpiti sono stati quelli degli alberghi (-62%), dei pubblici esercizi (-52%) e del commercio al dettaglio non alimentare (-38%). L’introduzione di ammortizzatori a difesa del lavoro ha solo in parte tamponato l’impatto della crisi sull’occupazione nel terziario in provincia di Pordenone. Le previsioni degli imprenditori sono critiche per i prossimi sei mesi. La sospensione del blocco dei licenziamenti rischia di ridurre in modo significativo gli organici del terziario: nel 2021 lo shock potrebbe essere pari a -15% nel Friuli Venezia Giulia e dell’11% nella provincia di Pordenone.

Liquidità e credito. Il calo dei consumi ha contribuito all’instabilità finanziaria del terziario nella provincia di Pordenone. La capacità di fare fronte al proprio fabbisogno finanziario risulta pressoché dimezzata presso le imprese del terziario rispetto al periodo pre-crisi. Con riferimento alla domanda di credito, il 39% delle imprese del terziario di Pordenone si sono recate in banca negli ultimi mesi del 2020 per chiedere un finanziamento, un affidamento o la rinegoziazione di un finanziamento o di un affidamento esistente. Oltre il 71% delle imprese che hanno fatto domanda di credito lo ha ottenuto senza alcun problema. Solo il 4% delle imprese ha visto rifiutare la propria domanda di credito. Sostanzialmente stabile la percezione degli imprenditori del terziario della provincia di Pordenone relativamente alle garanzie richieste dalle banche a copertura dei finanziamenti concessi.

Qualità della vita. Pordenone si situa nel 2020 al decimo posto nell’annuale classifica del Sole 24 ore sulla qualità della vita in Italia, guadagnando tre posizioni rispetto al 2017.

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