La ripresa nell’area dell’euro è ancora molto fragile ed è legata alla campagna vaccinale che purtroppo non sta andando come ci si sarebbe aspettato. Le vaccinazioni, unica speranza per riprendere al più presto una vita normale, vanno avanti ma non spedite. Il traguardo di 500.000 vaccinati al giorno in Italia non è stato ancora raggiunto ma, comunica il Generale Figliuolo che sono oltre 4,2 milioni i vaccini che verranno complessivamente consegnati tra il 15 e il 22 di aprile alle strutture sanitarie delle Regioni e ora, sostiene, la campagna di vaccinazione “deve proseguire in modo uniforme a livello nazionale, senza deroghe ai principi che lo regolano, facendo riferimento all’ordinanza che indica le categorie prioritarie” (Vedi QUI). Intanto a Roma, proprio mentre stiamo scrivendo, ad una manifestazione non autorizzata, sotto lo slogan “IoApro”, ci sono stati momenti di grave tensione tra manifestanti e forze dell’ordine. E se questa è la cronaca i dati economici non sono meno duri. È stato pubblicato oggi l’Osservatorio Congiunturale Format Research nel quale possiamo leggere che nel 202013mila imprese del commercio hanno chiuso per sempre mentre, sono addirittura 175mila le imprese “zombie”, quelle non più attive e a rischio chiusure nel 2021. La grande crisi economica si misura anche in termini di occupazione: le nuove assunzioni nel 2020 sono state quasi due milioni in meno rispetto al 2019. Nel 2021 sono a rischio 2,2 milioni di posti di lavoro, la maggior parte nei settori del terziario, i più colpiti dalla crisi.

In un’intervista al El Pais, Fabio Panetta, Membro del Comitato esecutivo della BCE, è stato molto chiaro: in Europa l’economia tornerà ai livelli pre-crisi non prima della metà del 2022 mentre negli Stati Uniti si potrà raggiungere questo traguardo già quest’anno. La ricetta, secondo Panetta, è “essere più ambiziosi”, bisogna “dare a famiglie e imprese maggiori certezze circa le prospettive dell’economia europea”.

E anche Confindustria, che ha pubblicato questa settimana il Rapporto di Previsione di Primavera, vede l’Italia in risalita dalla voragine ma l’esito, sostiene, è incerto. Si ritiene che a fine 2022 il gap sarà colmato ma la condizione è la campagna vaccinale.

L’8 aprile scorso è stato presentato il “Report Covid” dell’Osservatorio Congiunturale sulle imprese del terziario della provincia di Treviso, commissionato da Unascom e realizzato da Format Research. A 13 mesi da inizio pandemia, nella provincia più colpita dai contagi del Veneto e tra le 10 più colpite in Italia, sono sparite dal mercato 390 imprese, si registrano circa il 17% in meno di iscrizioni. Incertezza, mancanza di fiducia, logorio, crollo della voglia di fare impresa, sono le tendenze dominanti che ora si fanno sentire.

A febbraio 2021, comunica l’Istat in relazione al commercio al dettaglio, si registra un’ampia crescita congiunturale, trainata dalle vendite dei beni non alimentari, in notevole recupero rispetto ai livelli depressi degli ultimi tre mesi. Un dato “leggermente migliore delle attese”. Così commenta l’Ufficio Studi di Confcommercio, secondo il quale si rafforza “l’ipotesi che la molla della ripresa trainata dai consumi, una volta domata la pandemia, potrebbe realmente scattare, sebbene permangano incertezze sull’entità della ripartenza”.

Un effetto collaterale della pandemia, misurato dall’Osservatorio Market Watch PMI, realizzato dall’Ufficio Studi di Banca Ifis in collaborazione con Format Research, è la crescita del commercio elettronico. Secondo lo studio, meno di una piccola e media impresa italiana su dieci vende on line i propri prodotti, ma tante si preparano per debuttare nell’ecommerce. Il 35% del campione sta valutando l’apertura di una piattaforma digitale entro i prossimi 12 mesi.

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