Più del 60% i nuclei famigliari dichiara difficoltà economiche 

Secondo l’Indagine Straordinaria sulle Famiglie Italiane condotta dalla Banca d’Italia, sono più del 60% i nuclei famigliari che dichiarano difficoltà economiche a giungere alla fine del mese, ben 10 punti in più rispetto al periodo precedente la pandemia, e oltre l’80% dichiara di aver ridotto le spese per servizi di alberghi, bar e ristoranti e di aver effettuato meno frequentemente acquisti in negozi di abbigliamento.

“Rapporto Ristorazione 2020” di Fipe-Confcommercio

Sono dati congruenti con quelli del “Rapporto Ristorazione 2020” di Fipe-Confcommercio  presentato alla presenza del Ministro Giorgetti. Certamente quello dell’accoglienza è uno dei settori che maggiormente risente degli effetti delle restrizioni sociali. Fra le evidenze più allarmanti è che in un anno si è perso il doppio dei posti di lavoro creati dal 2013. E duro è il giudizio sui ristori: secondo la ricerca Fipe-Format Research, per l’89,2% degli imprenditori, i sostegni sono stati inutili o poco efficaci e la sfiducia è ai massimi storici per il mondo dei Pubblici esercizi.

Ora, con il costante aumento del numero dei vaccinati e dei guariti dalla malattia, si calcola che sia ormai immune al Covid un italiano su due e le riaperture graduali, introdotte lo scorso 26 aprile, non hanno fatto alzare l’indice di contagio, altrimenti conosciuto come Rt .(vedi QUI) Sono buone notizie che fanno ben sperare per un sempre più rapido e agognato ritorno alla normalità.

Va bene il fatturato dell’industria calcolato dall’Istat che aumenta dell’1,6% mensile e del 38,1% annuo.  Il dato, che è influenzato dal confronto con il periodo del lockdown, in valore è comunque superiore a quello del marzo 2019, stesso mese del pre-Covid.

Non bene l’imprenditoria giovanile 

Meno bene invece per l’imprenditoria giovanile che negli ultimi 10 anni ha perso una grande fetta di aziende e, negli ultimi tempi, fonte Unioncamere, la crisi pandemica ha certamente contribuito a frenare la voglia di fare impresa dei giovani.

Confcommercio Bergamo con Format Research – Questione liquidità

Tra le criticità per le imprese, almeno secondo il rapporto di ricerca sulle imprese di Bergamo e provincia, realizzato da Confcommercio Bergamo con Format Research, vi è quella della liquidità. L’offerta di credito erogata dalle banche alle imprese del terziario in provincia di Bergamo è cresciuta del 9% da quando è scoppiata la pandemia, con 607 milioni di euro erogati e una media di 25 mila euro ad azienda, a fronte di uno stock di credito di circa 7 miliardi di euro. I prestiti erogati da parte delle banche alle imprese del terziario di Bergamo, circa 24 mila in tutta la provincia, sono stati necessari per sostenere i costi fissi e non per gli investimenti.’

L’Osservatorio 2021 FIDA in collaborazione con Format Research

Uno dei pochi settori che anche durante il periodo della pandemia ha migliorato il proprio andamento economico è quello delle imprese alimentari che, effettivamente, non hanno mai smesso di lavorare e anzi sono state in grado di evolversi realizzando un vero boom dal punto di vista della digitalizzazione. Secondo l’indagine di mercato dell’Osservatorio 2021 FIDA, sul ruolo della distribuzione alimentare nella crisi economica e sanitaria del Paese realizzata in collaborazione con Format Research, prima della pandemia solo il 13% delle imprese alimentari accettava prenotazioni della spesa tramite Social Network o Whatsapp, oggi sono il 31%.

Osservatorio nazionale delle librerie italiane realizzato in collaborazione con Format Research

La settantasettesima Assemblea di Ali, l’Associazione librai italiani di Confcommercio è stata l’occasione per presentare il secondo Osservatorio nazionale delle librerie italiane realizzato in collaborazione con Format Research. L’aspetto più significativo che emerge dall’indagine è che il settore delle librerie indipendenti è in forte ripresa dopo i mesi difficili della pandemia. Sono tornati ad entrare ed acquistare in libreria nel secondo semestre del 2020 e nei primi mesi del 2021 sia clienti storici delle librerie, sia “nuovi” clienti, con un aumento dei titoli venduti.  I librai indipendenti esprimono un giudizio decisamente positivo sulle misure governative per il settore delle librerie.

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