Intervista con Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della BCE, condotta da Martin Arnold

Tra non molto deciderete se proseguire con i lavori per l’introduzione di un euro digitale. La vostra recente consultazione pubblica sul tema ha rilevato che i maggiori timori dei cittadini riguardano la tutela della privacy. In che modo affronterete tali timori, assicurando al tempo stesso tutti i controlli necessari affinché l’euro digitale non venga sfruttato per il riciclaggio di denaro, l’evasione fiscale e tutto il resto?

Se la banca centrale avrà un ruolo nei pagamenti digitali, la privacy risulterà maggiormente tutelata. E questo perché, non essendo un’impresa privata, la Banca centrale non ha alcun interesse commerciale a conservare, gestire o sfruttare i dati degli utenti di un mezzo di pagamento digitale. Non siamo un’istituzione che massimizza i profitti, il nostro obiettivo è l’interesse dei cittadini. Abbiamo una natura diversa da quella dei fornitori privati di servizi di pagamento.

Questo aspetto è emerso anche dalla consultazione pubblica. I cittadini si sentono più sicuri se le proprie informazioni sono nelle mani della banca centrale, che è un’istituzione pubblica, invece che in quelle di una società privata.

Inoltre, abbiamo molti possibili modi per tutelare i dati personali dei cittadini e assicurare allo stesso tempo i controlli previsti dalla legge per evitare operazioni illecite quali il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo o l’evasione fiscale. …

E le criptovalute, come bitcoin e simili? Come state affrontando la situazione al momento?

Perché il quadro regolamentare ancora non c’è. Non vi sono meccanismi formali che possano essere facilmente applicati per impedire agli investitori nell’area dell’euro di acquistare criptoattività. Non sono valute e non sono moneta. I rischi che comportano sono molto elevati. Dovrebbero essere regolamentate con grande attenzione. La proposta MiCA introdurrà norme sulle criptoattività. Il nostro schema PISA ci consentirà di esercitare la sorveglianza su di esse.

Cosa significa sorveglianza sulle criptoattività?

È molto difficile assoggettarle a regolamentazione e sorveglianza, perché non esiste un unico soggetto giuridico responsabile. Vi è un sistema decentrato. I partecipanti a tale sistema potrebbero essere in Cina, in Svizzera, in Sud America o in qualsiasi altro paese. Ma se nell’offerta di criptoattività sono coinvolti intermediari, vi saranno regolamentazione e sorveglianza.

Le criptoattività sono molto pericolose. Non sono moneta, sono contratti assimilabili al gioco d’azzardo. Dovremmo cercare di tutelare il più possibile i consumatori. L’esperienza recente ci insegna inoltre che le criptoattività sono ampiamente utilizzate per fini illeciti. Inoltre pongono un problema di consumo energetico. Il bitcoin mining, ad esempio, impiega una quantità enorme di energia. Non è sostenibile. …

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