Preoccupazione per le varianti

C’è preoccupazione in Europa ed in Italia per una certa recrudescenza dei contagi. Qualche giorno fa il Presidente del Consiglio Mario Draghi è stato esplicito: “L’economia riparte ma la pandemia non è finita. Pronti a intervenire in caso di peggioramenti” (QUI). Quelle che destano maggiore attenzione sono le varianti del virus che in alcuni paesi del Vecchio continente hanno ripreso a far salire velocemente i contagi.

Ora si dovrà avere molta abilità ed equilibrio.

Se da un lato l’allentamento delle misure restrittive ha fatto si che si rimettesse in moto la Locomotiva Italia e, IHS MARKIT PMI® può scrivere oggi che a giugno, con l’allentamento delle restrizioni anti Covid-19, la ripresa del settore terziario accelera e l’indice Markit Pmi dei servizi in Italia sale a 56,7 punti a giugno dai 53,1 di maggio, registrando il secondo incremento mensile consecutivo dell’attività terziaria. L’attività economica è aumentata al tasso più rapido da gennaio 2018.

D’altro canto, cittadini e istituzioni, dovranno usare prudenza e senso civico per far si che la situazione sanitaria non riprenda la pericolosa china dei contagi.

Bene l’immobiliare

Riporta l’Istat che le compravendite immobiliari aumentano del 48,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,8% su base annua. I primi sei mesi del 2020 hanno registrato un forte calo in concomitanza delle misure adottate per il contenimento del Covid-19 e una ripresa nei mesi estivi a seguito del graduale allentamento di tali misure.

Economia territoriale

È molto interessante il Report Istat relativo al 2020 “Stima preliminare del Pil e dell’occupazione territoriale”, dove si mostra con chiarezza che la pandemia non ha colpito le economie dei territori italiani nello stesso modo. Infatti, nel 2020 il Prodotto interno lordo, misurato in volume, è diminuito a livello nazionale dell’8,9%. Le stime preliminari indicano che gli effetti della crisi sanitaria da Covid-19 hanno colpito in misura relativamente più accentuata le regioni del Centro-nord rispetto a quelle del Mezzogiorno. Le regioni del Nord-est e del Nord-ovest hanno subito una contrazione lievemente superiore rispetto alla media nazionale (con un calo pari al 9,1% in entrambe le aree), mentre nelle regioni del Centro la flessione è stata dell’8,8%. Una riduzione meno marcata rispetto al resto del Paese si riscontra nel Mezzogiorno, dove il calo del Pil è dell’8,4%.

La stima di Confindustria

Secondo le stime del Centro Studi di Confindustria in Italia è più rapida la ripartenza del PIL: consumi e servizi si affiancano già nel 2° trimestre a investimenti e industria in consolidamento. La fiducia è stata ripristinata, ci sono più ordini, più credito e i tassi di interesse restano bassi. L’export italiano cresce sopra i livelli pre-crisi, grazie agli scambi mondiali in aumento.

Il Futuro della Supply Chain

A proposito di mercati e commercio internazionale vi invitiamo a visionare l’interessante webinar, organizzato da Euler Hermes Italia, «Il Futuro della Supply Chain», dove, tra diverse e importanti testimonianze di imprenditori e manager, sono stati presentati dati e osservazioni sulla situazione delle imprese italiane dal Presidente di Format Research Pierluigi Ascani.

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