30 settembre 2021

Intervento del Governatore Visco al Sustainable Policy Institute Symposium

Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco interviene al “Sustainable Policy Institute Symposium – Revolutionising Finance For Net Zero”, organizzato dall’Official Monetary and Financial Institutions Forum (OMFIF).

L’urgenza del problema del cambiamento climatico

L’urgenza del problema del cambiamento climatico e le sue disastrose conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Le immagini delle alluvioni dello scorso luglio e degli oltre duecento morti in Germania e Belgio sono ancora vivide nella nostra memoria. E questo è stato solo un episodio di una lunga serie di eventi meteorologici estremi mortali: dal gelo profondo e le interruzioni di corrente diffuse in Texas a febbraio, alle forti ondate di calore e agli incendi che hanno colpito l’Europa meridionale ad agosto, ai morti e ai danni causati dall’uragano a settembre. Ida sulla costa nord-orientale degli Stati Uniti. Non è affatto un’iperbole dire che i duri effetti del cambiamento climatico si fanno sentire sulla Terra quasi ogni giorno.

L’arresto del cambiamento climatico richiede l’azzeramento delle emissioni nette di gas serra su scala globale nei prossimi decenni. È un compito urgente: ritardare l’azione potrebbe essere estremamente costoso e potrebbe rivelarsi inefficace. Eppure, nonostante l’avvicinarsi della COP26, nonostante il diffuso accordo sugli obiettivi da raggiungere entro la metà del secolo, l’impegno effettivo dei singoli paesi per la riduzione delle emissioni è stato insoddisfacente. Gli attuali contributi determinati dalle Nazioni Unite a livello nazionale di tutte le 191 parti prese insieme implicano per il 2030 un aumento del 16% delle emissioni globali di gas serra rispetto ai livelli del 2010, contro la riduzione del 45% che sarebbe necessaria. Una transizione di successo richiede, quindi, uno sforzo maggiore e una più stretta cooperazione globale.

La crescita della finanza sostenibile

La finanza sostenibile è cresciuta notevolmente in pochi anni, al punto che ci si potrebbe chiedere se questa crescita sia essa stessa “sostenibile”. Da un lato, aumentare i finanziamenti per la transizione allo zero netto richiede ancora più green equity e green bond. D’altra parte, contenere il rischio del greenwashing è essenziale: richiede più dati e strumenti migliori per identificare, valutare e confrontare i profili di sostenibilità. Sebbene siano attualmente in fase di elaborazione nuovi standard in molti paesi e regioni, preservare la comparabilità internazionale è fondamentale: la loro frammentazione tra le giurisdizioni sarebbe costosa per le aziende e confusa per gli investitori e potrebbe finire per essere controproducente.

L’agenda del G20 sulla finanza sostenibile è decisamente incentrata su questi temi. Sta beneficiando del coinvolgimento attivo dei ministri delle finanze, delle banche centrali, delle autorità di vigilanza bancaria e delle autorità per la stabilità finanziaria, che stanno contribuendo positivamente a rafforzare la consapevolezza degli operatori di mercato dell’obiettivo di una transizione rapida e regolare verso lo zero netto.

(Banca d’Italia Foto F Ascani Format Research)

 

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