21 ottobre 2021

Dall’intervento del Governatore Ignazio Visco  alla 97ª Giornata Mondiale del Risparmio, dedicata a “Risparmio privato e risorse europee per la ripartenza del Paese”, organizzata a Roma dall’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa (ACRI).

“Le politiche economiche attuate da marzo dello scorso anno dal Governo, dall’Eurosistema e dall’Unione europea hanno consentito all’Italia di contrastare con ampi mezzi la gravissima recessione causata dalla pandemia e senza ripercussioni sui costi di finanziamento, nonostante i limitati spazi di bilancio disponibili alla vigilia della crisi. Oltre che a potenziare il sistema sanitario, le misure sono state soprattutto indirizzate a salvaguardare i redditi delle famiglie e a garantire la liquidità necessaria alle imprese; hanno tuttavia potuto solo in parte frenare la caduta dei consumi, degli investimenti e della produzione, connessa anche con le restrizioni alla mobilità introdotte per contenere i contagi.

Questi andamenti si sono così riflessi in una forte crescita del risparmio, anche se eterogenea e concentrata nelle famiglie meno colpite, a fronte di un consistente aumento del debito pubblico, salito nel 2020 dal 135 al 156 per cento del PIL.

Nel corso di quest’anno, con il successo della campagna di vaccinazione e il perdurante sostegno delle politiche economiche, l’attività produttiva è ripresa a ritmi più elevati di quanto atteso.

Anche grazie alla capacità competitiva riconquistata dal Paese negli ultimi anni, le esportazioni hanno beneficiato del deciso riavvio degli scambi mondiali; i consumi delle famiglie sono stati favoriti dal progressivo miglioramento delle condizioni sanitarie; gli investimenti delle imprese hanno mostrato un rafforzamento ciclico ben più marcato che nei più recenti episodi recessivi.

Nel 2021 la crescita del prodotto dovrebbe collocarsi attorno al 6 per cento; il rapporto tra il debito pubblico e il PIL si ridurrebbe già quest’anno, con un netto miglioramento rispetto alle previsioni formulate solo pochi mesi fa.

È uno scenario che resta fortemente dipendente dal mantenimento di un sostanziale sostegno da parte delle politiche economiche che, rispetto alla fase di emergenza, può essere più mirato e soprattutto volto a stimolare il potenziale di offerta dell’economia.

Si tratta di sviluppi che inducono a un cauto ottimismo sulla velocità di uscita dalla crisi e che prefigurano un rapido recupero dei livelli di attività pre-pandemici, pur se con non trascurabili differenze settoriali e distributive.

Pesano tuttavia rischi di natura globale connessi, in particolare, con i ritardi nell’andamento delle vaccinazioni in molti paesi emergenti e in via di sviluppo.

Sono emerse inoltre, anche nell’area dell’euro, difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime e di beni intermedi, in parte dovute proprio alla rapidità della ripresa, con forti aumenti nei prezzi dell’energia, in particolare del gas.

Gli effetti delle strozzature di offerta, che cominciano a sentirsi anche in Italia, sono da valutare come temporanei, anche se potrebbero pesare sulla produzione e sui prezzi più a lungo di quanto inizialmente atteso”.

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