Banca d'Italia22 ottobre 2021

Prosegue la ripresa globale ma emergono vincoli all’offerta

La ripresa globale prosegue sostenuta, seppure con incertezze connesse con l’andamento delle campagne di vaccinazione e con la diffusione di nuove varianti del virus. Le tensioni emerse nell’approvvigionamento di materie prime e di input intermedi sono in parte dovute proprio alla rapidità della crescita; potrebbero tuttavia riflettersi sui prezzi più a lungo di quanto inizialmente atteso.

La politica monetaria della BCE resta espansiva  

Nell’area dell’euro il rialzo significativo dell’inflazione è riconducibile ai rincari energetici, fra cui quelli del gas naturale, e a fattori temporanei. Le determinanti fondamentali, in particolare la dinamica dei salari, non indicano finora la prospettiva che l’inflazione rimanga alta nel medio termine. Il Consiglio direttivo della BCE ha confermato l’orientamento fortemente espansivo della politica monetaria; ha ribadito che il mantenimento di condizioni di finanziamento favorevoli è indispensabile per sostenere la ripresa.

In Italia la crescita è superiore alle attese

In Italia l’aumento del PIL, risultato nei mesi primaverili ben superiore alle attese, sarebbe stato superiore al 2 per cento anche nel terzo trimestre. L’estensione della copertura vaccinale e l’incremento della mobilità hanno reso possibile la ripresa dei consumi di servizi da parte delle famiglie, che affianca il recupero già in atto degli investimenti delle imprese.

Il miglioramento della congiuntura si è tradotto in un rialzo dell’occupazione, soprattutto a termine; non sono però del tutto superati gli effetti della pandemia. Secondo le nostre attuali valutazioni, nel 2021 l’aumento del PIL sarebbe intorno al 6 per cento, più di quanto previsto nel Bollettino economico di luglio.

Il costo dell’energia sospinge l’inflazione

L’inflazione ha raggiunto in settembre il 2,9 per cento. Tuttavia non vi sono finora segnali di un’accelerazione dei salari e le imprese, pur avendo adeguato al rialzo le previsioni di aumento dei propri listini, indicano rincari inferiori al 2 per cento annuo.

I conti pubblici migliorerebbero nel 2021 rispetto all’anno precedente

Il Governo ha aggiornato le stime tendenziali e gli obiettivi di bilancio per il prossimo triennio. A differenza di quanto programmato in primavera, il nuovo quadro prefigura un miglioramento dei conti quest’anno rispetto al 2020. L’incidenza sul PIL dell’indebitamento netto e quella del debito continuerebbero a ridursi gradualmente nei prossimi anni, ma in misura inferiore a quanto atteso nelle stime tendenziali per effetto delle misure espansive annunciate per la prossima manovra di bilancio.

(Immagine elaborazione F Ascani su Grafico Banca d’Italia)

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