12 novembre 2021

Aggiornamento congiunturale delle Province autonome di Trento e Bolzano.

Dopo il forte calo dello scorso anno, nel 2021 l’attività economica nelle province autonome ha registrato una robusta ripresa. La dinamica del prodotto è stata frenata nel primo trimestre dal perdurare delle misure messe in atto per fronteggiare la pandemia di Covid-19 che hanno comportato restrizioni alla mobilità e hanno limitato l’afflusso di turisti in regione. A partire dalla primavera, con il miglioramento del quadro sanitario sostenuto dai progressi della campagna vaccinale, l’espansione delle attività è risultata marcata per l’industria in senso stretto, per le costruzioni e, a partire dall’estate, anche per i servizi. Il recupero è stato però solo parziale; gli Istituti di statistica provinciali indicano che il PIL del 2021 si attesterebbe su valori inferiori di circa il 5 per cento rispetto a quelli di due anni prima.

Nel primo semestre di quest’anno le imprese dell’industria in senso stretto e delle costruzioni hanno registrato una forte espansione delle vendite e delle ore lavorate, riportandosi sui livelli pre-pandemici; la ripresa dell’attività è stata frenata dalle tensioni emerse nell’approvvigionamento di materie prime e di input intermedi che hanno comportato un aumento dei prezzi di vendita praticati dalle imprese e un incremento nei tempi di consegna dei beni. La crescita nei servizi è stata invece limitata dal mancato avvio della stagione turistica dell’inverno scorso; i dati più recenti segnalano tuttavia un’espansione dell’attività a partire da maggio, su livelli prossimi e in alcuni casi superiori a quelli del periodo corrispondente del 2019. Il miglioramento del quadro congiunturale, unito all’aumento del clima di fiducia delle imprese, ha comportato una diffusa revisione al rialzo dei piani di investimento formulati a fine 2020 che erano caratterizzati da un’elevata cautela in connessione con l’incertezza circa la durata della pandemia; l’accumulazione di capitale si intensificherebbe nel corso del 2022. I finanziamenti al settore produttivo nel primo semestre hanno lievemente accelerato, soprattutto grazie al contributo delle aziende medio-grandi; anche i prestiti alle piccole imprese hanno registrato una crescita, più significativa in Alto Adige. In entrambe le province la quota di crediti bancari assistiti da garanzia pubblica ha continuato ad aumentare mentre la percentuale di crediti in moratoria ha registrato un marcato calo. Le indagini della Banca d’Italia indicano che una parte rilevante dei nuovi prestiti contratti nel corso della pandemia è stata accantonata sui conti correnti, contribuendo a mantenere elevate le risorse liquide delle imprese; tale fenomeno risulterebbe più marcato per le aziende che prevedono di incrementare la propria attività di investimento nel prossimo anno.

Nel complesso del primo semestre il numero di occupati è diminuito, in misura più accentuata rispetto al resto del Paese; a partire dal secondo trimestre però l’occupazione è tornata a crescere e, secondo i dati delle Comunicazioni obbligatorie relativi ai lavoratori alle dipendenze del settore privato non agricolo, tale dinamica sarebbe proseguita nei mesi estivi, soprattutto nella componente a termine e nei comparti legati al turismo. Il miglioramento nelle condizioni del mercato del lavoro e l’incremento del clima di fiducia delle famiglie si sono tradotti in un aumento dei consumi; anche il risparmio finanziario è cresciuto, seppur a ritmi inferiori rispetto a quelli di fine 2020. I prestiti alle famiglie, in ripresa a partire dall’estate dello scorso anno, hanno segnato una nuova accelerazione nel secondo trimestre del 2021 sia nella componente dei mutui per l’acquisto di abitazioni sia in quella del credito al consumo, beneficiando anche di condizioni di offerta stabilmente favorevoli.

Nei primi sei mesi dell’anno il credito bancario al complesso delle imprese e delle famiglie è cresciuto in entrambe le province. In Trentino l’aumento è stato lievemente più marcato per le banche extra-regionali mentre in Alto Adige la crescita del credito è stata sostenuta dalle banche locali. Gli indicatori di deterioramento del credito attuali e prospettici sono rimasti sostanzialmente stabili, favoriti dalla ripresa ciclica e dai provvedimenti varati dal Governo con l’obiettivo di contenere l’insolvenza delle aziende e salvaguardare i redditi e l’occupazione nonché per le indicazioni in merito alla classificazione dei prestiti delle Autorità di Vigilanza.

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