La ripresa c’è ma va sostenuta

Buoni segnali per l’economia italiana: la ripresa c’è ma va sostenuta e messa al riparo dalle criticità che si stanno evidenziando, a partire dalla recrudescenza dei contagi e alla questione inflazione.

L’industria motore di crescita

Secondo Istat a settembre il fatturato dell’industria è in aumento. La crescita è determinata dall’andamento positivo della componente estera e nel terzo trimestre l’indice complessivo evidenzia un incremento del 2,4% rispetto ai tre mesi precedenti.

L’Ufficio studi di Confindustria, in La manifattura al tempo della pandemia La ripresa e le sue incognite, scrive che nel corso del 2021, l’industria ha recuperato stabilmente i livelli di attività precedenti lo scoppio della pandemia, diventando uno dei principali motori della crescita industriale nell’Eurozona.

In Germania e Francia, nonostante un calo meno drastico dei volumi di produzione nei mesi più critici del 2020, il pieno riassorbimento dello shock appare ancora lontano. L’Italia, in questo momento, è vista quindi come la “locomotiva dell’Eurozona”.

Stabilità finanziaria e inflazione

In Italia i rischi per la stabilità finanziaria, scrive Banca d’Italia, sono moderati; persistono vulnerabilità di medio termine collegate soprattutto con la possibilità che la crescita economica, attualmente solida, perda di intensità.

L’aumento dei prezzi di queste settimane non metterà a rischio, nel suo complesso, la capacità di rimborsare i debiti delle famiglie italiane che mostrano una “buona capacità” nei pagamenti di mutui e credito grazie anche ai bassi tassi di interesse.

Secondo il rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d’Italia, la situazione delle famiglie beneficia del miglioramento dell’economia e delle misure di sostegno con una crescita di risparmio e ricchezza, anche se non per tutti.

A partire dalla possibilità che si aggravi l’andamento della pandemia, con tutto ciò che questo potrebbe comportare, certamente permangono ulteriori elementi di criticità: la scarsità di alcune materie prime, il costo dell’energia, il conseguente, ormai costante da settimane, aumento dell’inflazione che, a ottobre, (scrive Istat) accelera per il quarto mese consecutivo, dopo la conferma a giugno del tasso di crescita dei prezzi al consumo di maggio e i primi cinque mesi di marcata ripresa, portandosi così da una variazione negativa registrata a dicembre 2020 a una crescita di un’ampiezza che non si registrava da settembre 2012 (quando fu pari a +3,2%).

L’inflazione sugli acquisti in alta frequenza, commenta l’Ufficio Studi di Confcommercio, tra cui alimentari, affitti, carburanti, che impatta maggiormente sulle aspettative e sui comportamenti delle famiglie, passa dal 2,6% tendenziale di settembre al 3,2% di ottobre. Non si possono escludere effetti depressivi sui consumi dovuti alla perdita di potere d’acquisto dei redditi correnti e della ricchezza detenuta in forma liquida“. E se in Italia le cose stanno in questo modo, preoccupa maggiormente la situazione europea nel suo complesso. I

l tasso di inflazione annuale dell’area dell’euro, riporta Eurostat, è stato del 4,1% a ottobre 2021, in aumento dal 3,4% di settembre. Un anno prima, il tasso era del -0,3%. L’inflazione annuale dell’Unione Europea è stata del 4,4% a ottobre 2021, in aumento dal 3,6% di settembre. Un anno prima, il tasso era dello 0,3%.

A tal riguardo è chiara la politica della Banca centrale Europea. La presidente Christine Lagarde nel suo discorso al 31° Congresso bancario europeo di Francoforte, ha sostenuto che la questione non è presa sottogamba.

La BCE si impegna a garantire che l’inflazione si stabilizzi all’obiettivo del 2% a medio termine. Oggi, l’inflazione è in gran parte spinta verso l’alto dalle circostanze eccezionali create dalla pandemia.

E la natura dell’inflazione rischia di rallentare il ritmo della ripresa nel breve termine. “Un rialzo dei tassi d’interesse adesso, però (ndr), non avrebbe effetto sullo shock inflazionistico che sta colpendo l’economia europea ma colpirebbe i redditi disponibili delle famiglie, ponendo un freno alla ripresa”. Ma la politica monetaria deve restare quindi paziente e tenace, attenta all’emergere di eventuali dinamiche destabilizzanti.

Osservatorio economico di Confcommercio Roma, realizzato con Format Research

Nel terzo trimestre 2021 si registra la ripresa della fiducia delle imprese del terziario della provincia di Roma circa l’andamento dell’economia italiana e si prevede un grande afflusso nei negozi per le festività di Natale – è quanto emerge dall’ Osservatorio economico di Confcommercio Roma, realizzato con Format Research.

È un momento di ripresa economica che non può essere interrotto per questo aumento dei contagi, dovuto anche ai comportamenti irrazionali dei no vax – sottolinea Romolo Guasco, direttore di Confcommercio Roma.

(Roma – Piazza Venezia Via del Corso – foto F Ascani Format Research)

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