9 dicembre 2021

LE POLITICHE DELLE IMPRESE PER LA SOSTENIBILITÀ

L’84,4% delle imprese si definiscono “molto o abbastanza” sostenibili. Si definiscono sostenibili in prevalenza le grandi imprese di Veneto e Lombardia, le imprese del settore finance e quelle dell’ingrosso. La metà delle imprese che si definiscono sostenibili investono in sostenibilità in buona parte dei comparti aziendali, mentre una impresa ogni quattro investe in sostenibilità in tutti i comparti.

Quasi la metà delle imprese ha incontrato o sta incontrando difficoltà nel percorso verso la sostenibilità.

Le cause principali: la burocrazia per accedere ai finanziamenti ed il quadro normativo. Per quanto concerne le politiche per la sostenibilità perseguite dalle imprese: dalla gestione differenziata dei rifiuti al risparmio energetico, è interessante notare come la percentuale delle imprese che controllano il livello di sostenibilità dei proprio fornitori sia passata dal 22,5% del 2020 al 36,4% del 2021.

Tale fenomeno è indicativo delle modalità nuove con le quali le imprese italiane hanno cominciato ad affrontare – in concomitanza con l’esplodere della pandemia – le politiche e gli investimenti per l’innovazione nel campo della sostenibilità, oggi molto più di ieri sono orientate in una logica di filiera e di ecosistema per la sostenibilità, a scapito di una logica stand alone.

Fare sistema

In altre parole, le politiche per la sostenibilità si praticano “insieme” facendo sistema. Nei quattro territori che sono stati esaminati in profondità (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) la nuova sensibilità delle imprese in questo senso è molto evidente: in questi territori il dato delle imprese che fanno attenzione alla sostenibilità in filiera dei propri fornitori è più alto, quando non molto più alto, alla media nazionale (Piemonte: 38,5%, Lombardia: 42,9%, Veneto: 38,8%, Emilia Romagna: 45,3%).

Pierluigi Ascani, founder di Format Research

“Per la prima volta – sottolinea Pierluigi Ascani, founder di Format Research – abbiamo registrato un’impennata nel numero di imprese, soprattutto del commercio e dell’industria localizzate in Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, che seleziona i propri fornitori in base alle loro capacità di risultare sostenibili. Stiamo parlando di quasi un’impresa su due, mentre lo scorso anno non si arrivava a una su quattro”.

Massimo Tafi e Omer Pignatti, rispettivamente founder di Mediatyche e Homina

“C’è un gigantesco problema di comunicazione verso l’esterno – sottolineano Massimo Tafi e Omer Pignatti, rispettivamente founder di Mediatyche e Homina – che rischia di avere ricadute pesanti nel momento in cui verranno pubblicati i bandi per l’accesso ai fondi del Pnrr.

Solo chi saprà dimostrare di aver implementato il proprio modello di business, potrà beneficiare di queste risorse, importanti sia per la transizione ecologica che digitale. Il rischio più grande è assistere alla moltiplicazione di campagne di puro greenwashing: la sostenibilità, per essere comunicata, deve essere misurabile e servono professionisti in grado di farlo. Altrimenti si rischia il cortocircuito”.

(Ambiente Photo by Karsten Würth on Unsplash)
In basso la video presentazione del V° Osservatorio Sostenibilità (o qui su YouTube)

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