Demografia età pensioni

Probabilmente uno dei dati di questa settimana che maggiormente invitano ad una riflessione è quello sul censimento Istat della popolazione italiana che, dal 2019 al 2020 è diminuita dello 0,7% (-405.275 individui), contando 59.236.213 residenti. In soli 30 anni la popolazione potrebbe scendere di 12 milioni di unità con conseguenze che sarebbero ben visibili sul territorio e sull’economia del Paese, con famiglie con sempre meno figli e molte che non ne avranno affatto: una su cinque. (vedi anche QUI)

È molto interessante il corposo studio Ocse sulle pensioni, realizzato anche alla luce della pandemia che ha messo a dura prova gli anziani, sebbene i pensionati abbiano visto i propri pagamenti pensionistici ben protetti nei paesi OCSE.

Pensions at a Glance 2021, questo il titolo originale dello studio, afferma che la pressione finanziaria a lungo termine dovuta all’invecchiamento persiste. Le finanze delle pensioni si sono deteriorate durante la pandemia a causa della perdita di contributi e le carenze sono state coperte principalmente dai bilanci statali.

Mettere i sistemi pensionistici su basi solide per il futuro richiederà decisioni politiche dolorose. Guardando poi al nostro Paese, vediamo che in Italia il requisito di futura età pensionabile “normale” è tra i più elevati con 71 anni di età, come la Danimarca (74 anni), l’Estonia (71 anni) e i Paesi Bassi (71 anni), contro una media OCSE di 66 anni per la generazione che accede adesso al mercato del lavoro. Uno studio da leggere, a nostro avviso, anche alla luce dei dati Istat cui accennavamo sopra.

Produzione industriale

Nel mese di ottobre l’indice Istat della produzione industriale segna un significativo rallentamento rispetto al mese precedente, mentre su base annua l’incremento è al 2%. L’Ufficio Studi di Confcommercio, in relazione a questa  riduzione della produzione industriale, inattesa nella sua dimensione, scrive che “pur mantenendo una visione favorevole rispetto all’evoluzione dell’economia italiana nei prossimi mesi, non escludiamo una revisione al ribasso delle previsioni su Pil e consumi per il 2022”.

Lavoro

Secondo lo scenario delineato nel Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpa, sono 354mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di dicembre, circa 52mila in più (+17,5%) rispetto allo stesso periodo del 2019.

La domanda di lavoro è trainata prevalentemente dai contratti a tempo determinato con 190mila unità, pari al 53,6% del totale entrate programmate.

V° Osservatorio Sostenibilità

Il 9 dicembre è stato presentato a Milano il V° Osservatorio Sostenibilità, indagine condotta da Format Research e promossa da Mediathyche e Homina.

Sono davvero molti gli spunti di riflessione forniti dai dati dell’Osservatorio, a cominciare dal fatto che oggi oltre l’84% delle imprese si definiscono sostenibili ma quasi la metà delle imprese intervistate ha incontrato difficoltà nel cammino virtuoso verso la sostenibilità, spesso per colpa della burocrazia. Ma è poi interessante vedere come si stia formando una nuova sensibilità: un’impresa per essere sostenibile deve servirsi di altre imprese sostenibili: in questo modo “si fa sistema”.

Per la prima volta – sottolinea Pierluigi Ascani, founder di Format Research – abbiamo registrato un’impennata nel numero di imprese, soprattutto del commercio e dell’industria localizzate in Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, che seleziona i propri fornitori in base alle loro capacità di risultare sostenibili. Stiamo parlando di quasi un’impresa su due, mentre lo scorso anno non si arrivava a una su quattro”.

C’è un gigantesco problema di comunicazione verso l’esterno – sottolineano Massimo Tafi e Omer Pignatti, rispettivamente founder di Mediatyche e Homina – che rischia di avere ricadute pesanti nel momento in cui verranno pubblicati i bandi per l’accesso ai fondi del Pnrr.

Solo chi saprà dimostrare di aver implementato il proprio modello di business, potrà beneficiare di queste risorse, importanti sia per la transizione ecologica che digitale. Il rischio più grande è assistere alla moltiplicazione di campagne di puro greenwashing: la sostenibilità, per essere comunicata, deve essere misurabile e servono professionisti in grado di farlo. Altrimenti si rischia il cortocircuito”.

Ascom Confcommercio Bergamo

La liquidità continua ad essere la reale criticità per le imprese del terziario di Bergamo: anche nell’ultimo semestre dell’anno circa un imprenditore su tre si è visto costretto a ricorrere a un nuovo prestito e, da inizio pandemia, l’indebitamento è andato crescendo nonostante sia leggermente calato il numero di imprese che hanno chiesto un finanziamento rispetto al primo semestre 2021. Sono alcuni dei dati che emergono dall’indagine di Ascom Confcommercio Bergamo realizzata con Format Research.

Confcommercio Toscana

Ormai a pochi giorni dal Natale, Confcommercio Toscana, tramite l’indagine condotta da Format Research che analizza le intenzioni di acquisto dei consumatori, constata che molti vivranno questo periodo di feste in un tono più dimesso rispetto a quello dello scorso anno.

Il sentimento di sfiducia che ha rallentato i consumi ormai da qualche mese getterà la sua ombra lunga anche sulle prossime festività. Ma, nonostante tutto, il 76,9% dei toscani non rinuncerà a fare regali, sebbene con un budget più ridotto.

Osservatorio Confcommercio Roma

L’ultima indagine dell’Osservatorio Confcommercio Roma, svolta dall’Istituto di ricerca Format Research, rileva che per l’84% dei romani il Natale 2021 non sarà come quelli precedenti alla pandemia.

Il sentiment dei cittadini di Roma rispetto al prossimo Natale non è molto fiducioso, spiega Romolo Guasco, Direttore di Confcommercio Roma. I cittadini temono l’eventualità di nuove chiusure e restrizioni, situazione che crea un clima di sfiducia e non favorisce una propensione agli acquisti. Ci auguriamo che nelle prossime due settimane il trend si possa invertire anche grazie al clima natalizio che in città sta montando anche grazie agli addobbi e alle luminarie dei nostri negozi di vicinato.

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