6 Gennaio 2022

Più lento il ritmo di crescita dei nuovi ordini mentre le esportazioni segnano un nuovo calo

Dalla lettura degli ultimi dati PMI® di dicembre, il settore terziario italiano è rimasto in zona espansione, anche se il ritmo di crescita è rallentato moderatamente. Allo stesso tempo i nuovi ordini totali hanno indicato un rialzo più lento e la domanda estera ha registrato una nuova contrazione. Il tasso di creazione occupazionale ha intanto segnato il valore più lento da maggio, mentre le pressioni inflazionistiche sono rimaste tra le più severe mai registrate.

L’Indice principale destagionalizzato IHS Markit PMI® dell’Attività Terziaria in Italia di dicembre si è posizionato su 53.0, segnalando l’ottavo mese consecutivo di incremento, peraltro forte, della produzione terziaria. Scendendo da 55.9 di novembre, quest’ultima lettura è comunque indicativa di un notevole raffreddamento dello slancio di crescita.

L’espansione generale di dicembre è dovuta al nuovo aumento del flusso degli ordini ricevuti dalle aziende terziarie in Italia, con dati che hanno notificato forti condizioni della domanda. Anche se elevato rispetto agli standard storici, il tasso di espansione mensile è rallentato, in parte a causa della rinnovata contrazione delle nuove commesse estere.

Ciononostante, quest’ultima crescita dei nuovi ordini è stata sufficiente a determinare l’ulteriore aumento del livello delle commesse inevase presso le aziende dei servizi italiane, estendendo a quattro mesi l’attuale sequenza di accrescimento delle pressioni sulla capacità operativa. Le aziende campione hanno riportato forti vendite unite ai disagi sulla fornitura che hanno causato quest’ultimo innalzamento delle commesse in giacenza. Oltretutto, il tasso di accumulo di ordini acquisiti e non ancora evasi è stato il secondo più rapido in quasi 16 anni, indicando un valore quasi simile a quello di novembre.

Rallenta il tasso di creazione occupazionale e tocca i minimi in sette mesi

Le aziende dei servizi hanno di conseguenza continuato ad assumere personale aggiuntivo in questo ultimo mese del 2021, segnando tuttavia il più debole tasso di creazione occupazionale da maggio, e solo generalmente modesto.

La pressione sui prezzi resta tra le più elevate di sempre

Allo stesso tempo, le pressioni inflazionistiche sono rimaste elevate, con le aziende monitorate che hanno registrato il diciannovesimo mese consecutivo di rialzo del carico dei costi. I fattori citati che hanno causato l’inflazione di dicembre sono legati al rincaro dei costi del carburante, dell’energia e del personale. Il tasso di incremento è stato il secondo più rapido di sempre, superato soltanto da quello di novembre 2021.

Ne è conseguito un nuovo aumento delle tariffe medie applicate dalle aziende terziarie nel mese di dicembre, le stesse hanno registrato, qualora possibile, un trasferimento dei costi maggiori ai clienti finali. Nonostante il rallentamento dal tasso record di novembre, il ritmo di inflazione delle tariffe si è mantenuto tra i più rapidi di sempre e generalmente elevato.

Rispetto alle previsioni future, le aziende terziarie italiane hanno mantenuto a dicembre aspettative ottimistiche in merito agli affari nei prossimi 12 mesi. Dai dati raccolti in sede d’indagine, la fiducia è stata attribuita alle forti condizioni della domanda e alla speranza che nel 2022 i disagi relativi al Covid-19 tenderanno a diminuire. Il livello di ottimismo è leggermente aumentato ed è rimasto forte nel contesto dei dati storici.

(Roma Foto F Ascani F Research)

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Settore terziario Italiano

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