La pandemia in corso ha reso necessarie nuove misure per la salvaguardia della salute pubblica e per evitare nuove chiusure e drastiche restrizioni che colpirebbero ancora e duramente l’economia.

Dal ieri 10 gennaio, è necessario il super green pass per trasporti e mezzi pubblici, ma anche per alberghi, ristoranti all’aperto, piscine, piste da sci e stadi. È quasi un lockdown per i non vaccinati. A ciò va aggiunta la misura dell’obbligo vaccinale per gli over 50.  Vaccini e green-pass stanno sorreggendo resistenza e ripartenza delle attività e va evitato, ad ogni costo, che pandemia e crisi economica inneschino una pericolosa emergenza sociale. Ma scelte impegnative richiedono attenta e precisa programmazione e preparazione. In riferimento alle nuove disposizioni che estendono l’obbligo di green-pass ordinario anche per l’accesso a tutte le attività commerciali, fatte salve le “eccezioni” che verranno individuate per il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona, occorrerà, dunque, contenere l’impatto organizzativo di un improprio ruolo di controllo e verifica da parte degli esercenti: questo il commento di Enrico Postacchini, componente di Giunta di Confcommercio con incarico per Commercio e Città. (Vedi QUI)

Gli occupati in Italia tornano sopra quota 23 milioni per la prima volta dall’inizio della pandemia. Lo certifica l’Istat, secondo il quale, scrive nel suo report, nel mese di novembre prosegue la crescita dell’occupazione osservata nei due mesi precedenti, facendo registrare in tre mesi un aumento di quasi 200 mila occupati; rispetto a gennaio 2021, l’incremento è di 700 mila occupati e riguarda sia il lavoro dipendente sia quello autonomo. Il tasso di occupazione è più elevato di 2,1 punti percentuali. Rispetto ai livelli pre-pandemia (febbraio 2020), il numero di occupati è ancora inferiore di 115 mila unità, ma il tasso di occupazione, pari al 58,9%, è superiore di 0,2 punti, quello di disoccupazione è sceso dal 9,7% al 9,2% e il tasso di inattività, al 35,0%, è ancora superiore di 0,2 punti.

L’Indice principale destagionalizzato IHS Markit PMI® dell’Attività Terziaria in Italia di dicembre si è posizionato su 53.0, segnalando l’ottavo mese consecutivo di incremento, peraltro forte, della produzione terziaria. Scendendo da 55.9 di novembre, quest’ultima lettura è comunque indicativa di un notevole raffreddamento dello slancio di crescita. “A dicembre, il settore terziario in Italia ha registrato una crescita sostenuta, concludendo l’ultimo trimestre dell’anno con una prestazione forte. Tuttavia, segnali di raffreddamento dello slancio ci sono stati – ha commentato Lewis Cooper, Economist presso IHS Markit che elabora i dati dell’indagine Italy Services PMI®, che ha anche aggiunto – L’innalzamento del tasso di contagio da Covid-19 nel continente, combinato agli attuali disagi della catena distributiva e all’innalzamento delle pressioni inflazionistiche rappresentano gli ostacoli più significativi che le aziende dovranno fronteggiare nel 2022, ma avvicinandoci al nuovo anno l’economia italiana sembra essere in una forte posizione”.

Ci sono poi i dati confortanti di Unioncamere che scrive: E’ ancora presto per capire cosa sia successo con la pandemia, ma un fatto fa ben sperare anche riguardo al rilancio dell’economia italiana: l’Italia innovativa, quella che fa ricerca e produce brevetti a livello europeo, sta crescendo.

Sono 4.465 le domande di brevetto italiane pubblicate dall’European Patent Office (EPO) nel 2020, secondo l’analisi effettuata da Unioncamere–Dintec, il 5,3% in più dell’anno precedente.

Dal 2008 le invenzioni italiane protette a livello europeo sono state quasi 52mila e per quasi l’80% si devono a soggetti (imprese, enti di ricerca e persone fisiche) residenti nelle regioni settentrionali. “I dati sui brevetti italiani in Europa – sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete – dimostrano che il nostro Paese ha una capacità di innovazione importante non solo nei settori ad alta intensità di conoscenza ma anche in quelli tipici dell’Italian style”.

Nei giorni scorsi è iniziato in tutta Italia il periodo dei saldi invernali e come di consueto sono state pubblicate le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, realizzate su dati Format Research, secondo le quali anche quest’anno lo shopping dei saldi interessa oltre 15 milioni di famiglie e ogni persona spenderà circa 119 euro, per un giro di affari di 4,2 miliardi di euro. Budget complessivo fino a 275 euro a famiglia; abbigliamento e calzature gli articoli più ricercati, in crescita articoli sportivi (+7,7%) e accessori (+5,8%). Il 50% spenderà nei negozi di fiducia.

(Foto F Ascani Format Research)

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